Fermo.

Sono fermamente convinto che, per dirla con Sri Chinmoy, la vita è un’opportunità d’oro e prima ce ne convinciamo meglio sarà. Mi sto gustando la vita come viene (ovvio che rosico perché non corro, ovvio che protesto e mugugno).

Crescita

Muoversi da una casa all’altra è un lavoro mica da ridere. Ci si fa un mazzo mesi prima e mesi dopo del giorno X esatto. Muoversi da una città all’altra, sebbene geograficamente piuttosto vicine, è una rivoluzione i cui effetti possono spuntare qua e là. Ci si deve lavorare.

Colgo tutto ciò come opportunità di crescita personale (nonostante l’idiosincrasia che ho per le “sfide nuove”). Non importa se non corro, perché quando tornerò a farlo, sarà più bello.

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Le vite parallele in realtà convergono.

Secondo me uno non deve mai smettere di crederci. Altrimenti, non si capirebbe come io abbia potuto pubblicare due racconti (umili, si intende) in un ebook e esibirmi in pubblico per ben tre volte con la mia band. Oltre a: frequentare il corso di scrittura anche quest’anno (e cercare di scrivere); suonare ogni settimana in sala prove (e cercare di farlo con meno dita possibili per integrare il mio suono con quello degli altri); lavorare (piccolo dettaglio); tenere famiglia (e farlo bene).

Certo, il prezzo è stato smettere di correre. O forse ho preso a correre in altre forme. Non sono stato completamente fermo, però. Ho ripreso a correre e mi sono rifermato almeno due volte. Ma non demordo.

Per mesi mi è sembrato che dedicare energie ad una vita, rubasse tempo a quella parallela. E non vedevo soluzione di continuità a questa cosa. Rimandavo il momento in cui avrei scelto definitivamente COSA fare. Poi, piano piano, è venuta avanti un’idea: quello che sto vivendo è un lunghissimo processo di integrazione tra varie attività che mi piace fare. Non esistono vite parallele, esiste un processo che recupera tutto, lentamente. E non c’è altro modo che affrontarlo, giorno per giorno. E non c’è altra possibilità che accettarlo.

Ci sono stati momenti di crisi ma ora vedo il senso di quello che mi è successo grossomodo in questo ultimo anno. Diciamo che da quando sono caduto da una scala a pioli il 22 giugno dell’anno scorso, qualcosa dentro deve essersi smosso. E ora conosco un mucchio di gente in più e ho fatto tante cose in più. E mi piace. Perché fare cose e vedere gente è l’essenza della vita.

E quindi sono tornato qui a scriverlo, perché non vi ho dimenticati e vi so fedeli ogni limite di attesa.

take off

 

 

 

 

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