Sanguignano direttissima

Finalmente. Dopo anni di osservazione. Riesco a salire a Sanguignano per via direttissima (e ne saprò anche ridiscendere quando più ne avrò voglia) senza dover per forza andare in valle Ardivestra (nel senso: in fondo, sulla strada principale) scendendo dalle ampie curve della strada serpeggia sulla collina. Questo risultato è un piccolo tesoro fatto di esplorazioni senza mappa nei dintorni del Monte Calcinera.

Agosto scorso, scendendo da una china mai presa prima, mi sono accorto di essere su una piccola collinetta bionda che sta a metà tra i Cerreti e, appunto Sanguignano. A un certo punto della mia corsa, ho visto spuntare persone che partecipavano a una gara (deve essere quella di 25 km che parte dal Giarone, a San Zaccaria). Arrivavano su da una china che non avevo mai visto. Ma purtroppo non avevo più tempo per esplorarla, dovendo tornare a casa.

http://mapio.net/s/49076640/
San Zaccaria (fonte: http://mapio.net/s/49076640/)

Domenica invece sono riuscito a scendere dalla strada dei Cerreti e imboccando una deviazione da quello Inferiore, ricollegarmi al sentiero da cui ho visto altri salire. Imboccato in discesa, quel sentiero mi ha portato all’inizio della risalita verso Sanguignano.

Da lì, sono salito a Poggio Rajone per un sentiero molto ripido (tempo di percorrenza per montanari 10 minuti, il segnavia lo dà a 30 minuti). Dall’alto si può vedere il crinale del Calcinera e i suoi boschi. Si scende su una sella,  spartiacque tra due valli anonime – non lontano dalla chiesa dei SS Cosma e Damiano – dove ho ascoltato il suono di moltissimi uccelli indisturbati e di varie specie, assumendo una posa informale di meditazione “in pè”. Lì, un paio di anni fa o tre, avevo incontrato una viandante (ne ho scritto qui, forse era il settembre 2015) e anch’io ai suoi occhi sarò parso un viandante. Lei era più tipo primo novecento (gonnellona, grembiule, un che di gitano nell’aspetto, fose anche zoccoli?), io più tipo sbandato (blue jeans da lavoro stracciati, camicia di jeans appena più chiara con chiazze di vernice, sicuramente scarpe da running dismesse). Un incontro impossibile, forse una porta spazio-temporale, il breve sguardo reciproco a dire tutta la diffidenza. Che ci fa lui qui? (per la serie: rivolgo all’esterno certe chatwinate che di solito rivolgo a me stesso).

Oggi niente viandantessa, solo due valli sonore e, poco più in là (verso Trebbiano, a Cascina Gabba) ho preso anche il tempo di osservare due placidi animali di un marrone rossiccio che brucavano in un campo verdissimo, mentre nel salire la china dal Cerreto un’altro mi era parso di un marone scurissimo, controsole com’era e anche in un campo di grano (da cui il biondo della collina).

Arrivato a località Croce di Trebbiano, girare deciso verso il Calcinera, scollinare e tornare a casa – nell’ultimo tratto da Cascina Gabba la strada ha pure un nome nobile: quello di “Anello del Re”.

Comunque la scoperta più bella è stata la strada direttissima per Sanguignano. Agognata da tanto tempo, ora nella cartina dell’Istituto Geografico Militare (1:25000) ho visto questo nuovo sentiero percorso e soprattutto l’ho aggiunto alla rete di sentieri già percorsi in zona. Mi sento il depositario di un sapere pratico. Il giro è stato percorso in 1 ora e 50 minuti (in movimento) per un totale di 12,6 km.

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Sulle colline della Val di Nizza

Domenica mattina, sul tardi, mi sono incamminato lungo un sentiero (noto alla nostra famiglia) il cui obiettivo finale è di solito Piumesana oppure, quando proprio vogliamo esagerare, “il castagneto”. Il castagneto è un bosco che si trova sul Monte Calcinera (mt 680). Si parla delle colline tra la Valle Ardivestra e la Val di Nizza. Come dire, per la quasi totalità non significa molto, ma per me quelle colline sono un paesaggio oramai familiare. Ed è tempo di percorrerle come si deve.

anello-del-re-valdinizza

Già una volta avevo camminato ma invece che andare al Castagneto, avevo deviato a destra per percorrere la cresta discendente che porta da là sopra giù sul Monte Lumello e poi a Ponte Nizza (dovendo risalire poi da Campalbino fin sopra a Piumesana che è una bella differenza altimetrica)

Stavolta l’obiettivo era esplorare un po’ il sentiero più in là e capire come arrivare a Trebbiano, che sta in una valletta che confluisce in Val di Nizza, passando da Prendomino.

Dopo aver consultato attentamente la cartina militare 1:25000 (1 cm uguale a 250 metri) – quella stessa cartina che avevo visto tante volte e mai usato – sono partito per una esplorazione. La mia idea (che ogni tanto ritorna in auge) è di esplorare la zona collinare.
Ho camminato per tre quarti d’ora, ogni tanto fermandomi a captare i punti di riferimento più importanti (ad esempio il castello di Montesegale, oppure colline dalla conformazione nota, come quella che cade a strapiombo sulla valle Staffora appena sopra Ponte Nizza).

http://connect.garmin.com/activity/embed/350082253

valdinizza
A Trebbiano (in località Croce, dove c’è un tabernacolo) ho scoperto un cartello che spiega come si svolge l’anello del Re, che parte da Ponte Nizza, passa da Piumesana e arriva Trebbiano per poi andare molto più in là, a Sant’Albano e Poggio Ferrato. Un anello di 35 km di bei boschi che prende il nome di Anello del Re. Ora capisco anche la classica segnaletica bina e rossa con la scritta “RE” che iniziavo a incontrare ogni volta che andavo al castagneto. Dopo aver letto il cartello, la mia ricerca esplorativa ha preso una forma ben più precisa: la prossima volta, invece che stare un’ora e mezza in giro, cercherò di partire presto e esplorare la zona per tre ore per vedere di arrivare al Monte Orso o al Monte della Chiesa.
Dopo aver letto il cartello sono arrivato a piedi fino oltre la Castagnaccia (una villa con tanto di due cancelli e una vasta tenuta) e ho visto un sentiero che digrada dai 550 circa fino ai 350 di fondo valle, in mezzo a un bosco fitto. Non è quello però la continuazione dell’anello del Re, che sulla cartina ho poi visto essere qualche centinaio di metri più in là.
In questa estate che mi vede fermo dal punto di vista della corsa, mi sono preso il lusso di riscoprire un mio vecchio pallino: quello del camminare per guardarmi intorno, capire la geografia dei luoghi e godermi panorami che stanno per lo più per conto loro.
Per chi volesse saperne di più sul Anello del Re ho trovato qui una rapida descrizione di un trail svolto nella stessa zona e la descrizione del tracciato con tanto di divieti e mappature che però non si riescono a scaricare.

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