Le vite parallele in realtà convergono.

Secondo me uno non deve mai smettere di crederci. Altrimenti, non si capirebbe come io abbia potuto pubblicare due racconti (umili, si intende) in un ebook e esibirmi in pubblico per ben tre volte con la mia band. Oltre a: frequentare il corso di scrittura anche quest’anno (e cercare di scrivere); suonare ogni settimana in sala prove (e cercare di farlo con meno dita possibili per integrare il mio suono con quello degli altri); lavorare (piccolo dettaglio); tenere famiglia (e farlo bene).

Certo, il prezzo è stato smettere di correre. O forse ho preso a correre in altre forme. Non sono stato completamente fermo, però. Ho ripreso a correre e mi sono rifermato almeno due volte. Ma non demordo.

Per mesi mi è sembrato che dedicare energie ad una vita, rubasse tempo a quella parallela. E non vedevo soluzione di continuità a questa cosa. Rimandavo il momento in cui avrei scelto definitivamente COSA fare. Poi, piano piano, è venuta avanti un’idea: quello che sto vivendo è un lunghissimo processo di integrazione tra varie attività che mi piace fare. Non esistono vite parallele, esiste un processo che recupera tutto, lentamente. E non c’è altro modo che affrontarlo, giorno per giorno. E non c’è altra possibilità che accettarlo.

Ci sono stati momenti di crisi ma ora vedo il senso di quello che mi è successo grossomodo in questo ultimo anno. Diciamo che da quando sono caduto da una scala a pioli il 22 giugno dell’anno scorso, qualcosa dentro deve essersi smosso. E ora conosco un mucchio di gente in più e ho fatto tante cose in più. E mi piace. Perché fare cose e vedere gente è l’essenza della vita.

E quindi sono tornato qui a scriverlo, perché non vi ho dimenticati e vi so fedeli ogni limite di attesa.

take off

 

 

 

 

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Fortemente Off Topic /20 Serve gente affamata.

♬ motivational ♬

“Il più di questi laureati di Harvard non valgono un cazzo. Serve gente povera, furba e affamata. Senza sentimenti. A volte vinci, a volte perdi ma continui a combattere.

E se vuoi un amico, prendi un cane. Questa è una guerra di trincea.”

Questo discorso vale anche nella vita in genere: è una guerra di trincea, devi farti valere per vincere come se fossi affamato. Lo affermava anche Marcello Lippi, no? 😉

SportMotivazione

Anche se non concordo sul “senza sentimenti”, perché io ne sono pieno. Eppure so che i sentimenti sono quelle cose su cui rischi di girare dei film nella tua testa (come dice Paola Fantini) e rimanere male quando la realtà poi è diversa e ti presenta il conto (quale che esso sia).

Quindi: focalizzati su ciò che vuoi fare. Stai concentrato sulle tue potenzialità. E combatti. Combatti come se ne andasse della tua vita (perché lo fa).

Running Log

Questo blog:

– mi servirà nel futuro per fare considerazioni su ciò che mi succede mentre corro.
– mi aiuterà a (de)scrivere la mia esperienza podistica.
– me lo ispireranno Gramellini e Murakami. L’uno per il tema del combattere i mostri che uno ha dentro, l’altro perchè – a maiori – parla di due attività che da sempre mi affascinano: scrivere e correre.
– varrà per scongiurare la sfiga, mettere in prospettiva i tempi, relativizzare le prestazioni, lenire i dolori. 

Lo scriverò nella consapevolezza che dovrò conquistare la strada metro per metro, ogni volta che uscirò. Nel buio, al freddo, nella canicola, contro il vento o con una giornata perfetta. Ed anche con ogni condizione mentale.

Non ho obiettivi – tanto meno chilometrici – se non quello di migliorare me stesso. Emil Zátopek mi guarda dall’alto. Benevolo, spero, ripetendo un mantra buddhista: “Pain is inevitable. Suffering is optional“.

Su twitter curo l’hashtag #running con @FranzAmigoni

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