Allenamento 19 Febbraio. A margine di tutto questo correre.

Un Vimodrone Social Run quando meno te lo aspetti. Anzi, finalmente! Era da un po’ che tra sfighe mie e sfighe della controparte non riuscivamo a correre insieme. Quindi stasera, correre un defatigante – anzi, IL defatigante dell’impresa di domenica – con un amico è un vero piacere. Lungo il Naviglio, con ritmi tali da far capire al corpo che si sta riposando, che può sciogliersi in un abbraccio con l’asfalto. Alla fine i km rimasti sulla strada sono stati 12,7, a una media di 5’40” a chilometro. Fieno in cascina: mi sono allenato a rimanere al passo e non partire in un rush finale senza senso. Grazie a Federico!

Ma, ahimè per voi, questo è anche un post di riflessione.

picture from http://www.fastcompany.com
picture from http://www.fastcompany.com

Sì, lo so, che palle, etc etc… Ma lo devo scrivere, per mettere nel cassetto un paio di considerazioni importanti. Sul fatto che certi pensieri si insinuano nella mente quando il corpo è stanco. Stanno lì, inerti da anni e scattano quando la stanchezza abbassa le difese.

Sì, certi pensieri sono come virus: attaccano il sistema immunitario della felicità.

Mi spiego meglio: ho deciso di correre per due ore, che sono 120 minuti. Di solito ne corro 60, di minuti. Quando è stato tanto, ne ho corsi 90. Il doppio del solito, un bel 33% in più rispetto al massimo fatto.

In questi 120 minuti ho avuto il controllo per tutto il tempo dal chilometro 0 al chilometro 21,097. Ho registrato il “passaggio alla mezza” con fiero cipiglio (ho pensato l’ho fatta in 1h46’15” è un minuto e venti in più del PB ma sono in allenamento). Nella sezione dal 10° al 15° chilometro ero sul Naviglio tra Cernusco e Vimodrone e qualcuno mi poteva vedere parlare da solo (di runner ce n’era tanti). Mi dicevo: vai più piano, ca**o! Volevo tenere la velocità a 5’10” e dovevo frenarmi e indurmi a rallentare.

Questo è una situazione idilliaca, per un runner: avere il controllo.

fenici

Eppure, dopo la distanza della mezza c’è stato un tracollo mentale, che si è fatto vivo anche sul corpo. Non ci stavo più dentro e la mente ha prodotto il più infido dei pensieri, tra l’altro un pensiero che non c’entrava nulla: “Non correrò mai una maratona, si fa troppa fatica”.

Qui ci sono due errori: uno, di valutazione: cosa c’entra la fatica? Lo sapevo benissimo fin da prima che gli ultimi chilometri sarebbero stati faticosi. Per forza, non li ho mai fatti! Ne ho fatti al massimo 18, negli ultimi 5 mesi, dopo la mezza di settembre. Quindi domenica ne ho corsi 5,7 in più, di punto in bianco. Come pensavo di non soffrire come un cane? Che poi la sofferenza si è tramutata in due o tre chilometri a 5’20”, non sono mica veramente crollato.

il secondo errore è il modus cogitandi: non posso partire a correre pensando che sia solo un test, che la mezza è alla mia portata e farsi poi sconvolgere dal pensiero della sofferenza di una maratona. La verità è che quel pensiero – correre una maratona – è dentro me da moltissimo tempo. Solo che adesso la mente vede più vicino la possibilità di potersene occupare e inizia a scalpitare. Devo sapere aspettare e avere pazienza: come mi ha detto tower77pr in un commento, il corpo si abituerà, la seconda volta non sarà così male e poi passerò ai prossimi chilometri (i 26, i 28 etc.). Tutto a suo tempo.

Un’altra cosa che mi sconvolge è che pensavo di essere moderato, razionale, eppure mi ritrovo a combattere con pensieri prematuri. Davvero faccio finta di essere un moderato della corsa e poi mi lancio in incursioni sconsiderate!

Dovrò invece prendere gli ultimi due allenamenti lunghi (18 e 23 chilometri) e usarli come esperienza – positiva – per poter gestire la sofferenza in modo che non abbia il sopravvento su di me. Devo cercare di interpretare la distanza tra corpo (pronto a correre una mezza) e mente (pronta per il passo successivo).

Correre è anche questo: imparare a dominare se stessi e trasformare l’energia fisica in qualcosa che travalica il corpo.

Annunci

Volendo e volando

Anne ha dimostrato di essere umana, scrivendo un pezzo – “Se non puoi volare, corri”  – su Runlovers.

Insomma, ascoltando Monica Carlin parlare della sua esperienza ad un convegno, Anne ha capito cosa provano le persone che conosco a stare “dall’altra parte” rispetto a ciò che lei racconta dei propri allenamenti. Ha pensato che quello che faceva Monica fosse “da pazzi”. Alzarsi alle 4 di mattina per allenarsi e tutto il resto, dico.

Immagine da http://www.gable.it

E io leggendo di Anne che ascolta Monica, ho capito di avere indosso un bel paio di ciabatte. Che presto però toglierò per tornare ad allenarmi un po’ più seriamente.

Mi piace questa cosa: Anne che mi dice che arrivato a 21K posso arrivare dove voglio.
E’ una sorta di viatico per poter pensare – più liberamente – a distanze più lunghe.

Ed è vero. Io è da un po’ che penso a una Maratona. Devo mettere in cascina un 2013 di mezze e poi potrò pensarci su, con serenità. Io scrivo per esorcizzare. Sempre.

Maratona.

Maratona. Sto pensando a una maratona? No.

Chi ha detto che sto pensando a una maratona non mi conosce. Io non penso alla maratona. Mai.

O almeno da quando fallii l’allenamento di 25K, una decina di anni fa. Basta maratona. Intestino in subbuglio. 22K a malapena, via a casa. Via la maratona dalla testa, faceva troppo male pensarci.

Poi anni di tira e molla con la corsa: Caviglia, muscolo, testa. Soprattutto testa e voglia. Adesso la testa c’è, la voglia c’è. Ho capito cosa mi serve la corsa, cosa mi fa, come mi cambia e mi lenisce. 

Un paio di settimane fa un mio amico – parlando della sua esperienza sulla maratona – mi ha detto come spalmarmi interno coscia, interno gomiti, ascelle, aree infraditali del piede. E come cerottarmi i capezzoli. Che poi io avrei pensato più al burro di  Karitè. Se mi incerotto il petto, poi saranno urla e strazi per rimuovere la striscia e perdita di peli, come se piovesse. E poi mi ha detto di scrivere il mio nome sulla t-shirt, per avere un extra-boost dal pubblico presente sul percorso. Tutti trucchi per non avere frizioni, perchè poi ci saranno i momenti pesi e lì la mente dovrà essere 100% dedicata a quelli, non a banali problemi meccanici e/o di perdite. non so perchè me l’ha detto, visto che io gli avevo detto che No, non fa per me. Io non penso alla maratona.

Già. Io non penso mai alla maratona. Io, al massimo, posso fare una mezza. E poi mi dedicherò ai 10K, no? Quindi perchè dovrei pensarci a quella distanza…

Ma so anche che ci arriverò, al pensiero di fare una maratona. A meno che qualcuno non mi porti definitivamente su altre strade, più corte.

Temo e aspetto quel momento. Non ci penso ora. Mi ci preparo.

Maratona Uomini – Londra, 12 Agosto 2012 – Guor Marial

La mappa della Maratona Olimpica maschile che si svolgerà per le strade di Londra il 12 Agosto, giorno conclusivo della XXXa Olimpiade.

Ricordando Claire Squires, morta a Londra alla Maratona di Londra 2012, in Aprile, mentre transitava per Birdcage Walk a circa un chilometro dall’arrivo. Claire Squires correva per fare beneficenza.

Nella maratona di domenica di sarà anche Guor Marial, atleta apolide nato nel Sud Sudan nel 1984.

“Io corro per i profughi. E corro per il Sud Sudan”

Guor Marial dopo aver corso per cambiare la sua vita e sfuggire ai campi minorili di lavoro sudanesi è arrivato a Londra per partecipare alle Olimpiadi. Nonostante non abbia un passaporto e ufficialmente non appartenga a nessun Paese, il maratoneta 28enne è stato autorizzato dal Cio a competere ai Giochi di Londra sotto la bandiera olimpica. Marial, che è nato in quello che è oggi il Sud Sudan, nuovo Paese africano indipendente che non dispone ancora di un organismo nazionale olimpico, è  uno dei quattro ammessi come atleti indipendenti (gli altri tre vengono dalle Antille Olandesi). Guor vive negli Stati Uniti da quando ha 16 anni ma non ha ancora la cittadinanza americana. “Io corro per i profughi. E corro per il Sud Sudan”, ha detto Marial appena sbarcato a Heathrow, emozionato per la possibilità di mettersi alla prova contro i migliori al mondo, anche se dovrà aspettare l’ultimo giorno dei Giochi ( Testo da Repubblica Video )

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑