Sono la tua ombra

Potrebbe essere ripetuto a nastro, Sanvean (che trovate qui sotto), fino a coprire l’ora e 27 minuti dell’allenamento di stamattina.  Con i suoi picchi e le sue valli basse, i suoi vuoti improvvisi in cui plana – di nuovo – la voce di Lisa Gerrard.

Sono partito alle 4:47 del 4/4/2017, perchè avevo finito di dormire molto tempo prima. Ci vuole coraggio per decidere di troncare netto un sonno che stanca. Si ha sempre l’illusione di poterlo migliorare e ci si ritrova alle 6 con il solito pugno di mosche in mano.

Quindi via, nel buio, ma con la torcia che le bimbe mi hanno regalato per la festa del papà. Che ho trovato comodissima e utile, ben oltre le mie aspettative! Da indossare in testa, illuminava molto bene anche sulla posizione di luce minima. Quando ho provato a passare alla luce più forte, ho visto un aereo virare per seguire la mia lucetta, piuttosto che la pista di Linate su cui si era già allineato. L’ho subito spenta e sono passato di nuovo alla luce minima, così ho potuto illuminare nutrie e quant’altro potesse pararsi davanti, nel buio tratto intorno alla pista, senza disturbare il traffico degli aerei privati che ho scoperto esserci prima delle 6.

Guardando i tempi, mi sembra che siano stati buoni, con gli ultimi quattro chilometri un po’ più lenti (sui 5:20/k), ma ho deciso che andava bene così, inutile dannarsi. Ho messo via 17K sereni, in pace. Per uno che è stato l’ombra di se stesso per un mesetto, ed ora va a caccia di chilometri e di un linguaggio nuovo che sa di memoria e di ricerca insieme.

 

 

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