Greifenseelauf 2013. Der Ausflug.

Quel naso triste come una salita, quegli occhi allegri da italiano in gita” (“Bartali”, Paolo Conte, no dico… Gino Bartali!)

Grande festa a Uster, un paese intero dedicato alla corsa per una giornata. Invece di arrivarci in macchina come l’anno scorso, quest’anno abbiamo optato per il treno (che a Zurigo e dintorni funziona benissimo!). Arrivare senza stress a cinque minuti a piedi dalla zona delle partenze non ha prezzo. E’ stato un bellissimo Ausflug… una bellissima gita, con due nuclei familiari e una sola passione: ciondolare tra gli stand e svaccarsi sui prati in attesa della prossima gara, non prima di aver ritirato i 5 pettorali di gara. Due 1,2, una Just For Fun da 5,5 e due mezzi-maratoneti (oddio, detto così non sta benissimo).

banane

Primo a partire, Piccolo Furfante alle 12.55, poi seguito alle 13:05 dalla Cucciola nella sua categoria. Alle 13.15, la mamma di Piccolo Furfante iniziava a sudare. Non avrei mai pensato di aver caldo in un cantone svizzero tedesco nel primo giorno di autunno. Però grande soddisfazione per tutt’e tre!  

Poi lentamente il tempo passa, tra un Biberli e una banana, un sorso di Rivella Marathon e uno d’acqua per ammazzare il tempo. E soste ai wc chimici. E qualche foto ricordo (in cui mi vedo un po’ invecchiato) che la mia dolce metà scatta. Infine, salutiamo la compagnia, io e Ema ci dirigiamo verso il Gardroben Herren. La palestra ci aspettava, come l’anno scorso, con la distesa di borse e il nugolo di corridori pronti ciascuno per il suo blocco. E poi, con più tensione di quanto mi sarei potuto aspettare, eccoci pronti alla partenza. Il cielo azzurro e il sole dardeggia non poco. Tutti sono piuttosto silenziosi. L’anno scorso, sotto la pioggia c’era più chiasso, come se ci si facesse forza urlando contro le intemperie. Ma nessuno pensa mai di urlare contro il cielo quando è azzurro. Ma la bellezza può nascondere dei tranelli. Del tipo, inizi a sudare da fermo.

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Allenamento 18 Settembre. 7K corto veloce

Ieri sera arrivo a casa. Dopo un po’ la mia dolce metà mi dice che se voglio, ho un po’ di tempo per andare a correre. Ci metto, credo, meno di un secondo per iniziare a cambiarmi, mostrando tutta la mia riconoscenza. Ma come? Doveva uscire lei (e quindi ero pronto a una serata in casa tranquilla a cercare di mandare a letto la prole) e invece… Addirittura, quando ero entrato in casa lei mi aveva detto di lavarmi le mani che mi avrebbe spiegato cosa dovevo fare per condurre a buon fine la preparazione della cena. La burlona!

Sfrutto l’occasione per ripensare un po’ al fatto che il giorno prima la cucciola ha fatto 4K in mezz’ora, con alternanza tra 6′ di corsa e 1′ di cammino. Penso che sarebbe bello che il suo interesse per la corsa non scemasse dopo sabato. Secondo potrebbe “andare forte” (nel senso del divertimento, per carità). Giovedì ci sarà l’ultimo allenamento, dove proverò a farle correre 1,2 chilometri, la distanza prevista per la sua gara. Così vediamo in quanto tempo la può correre.

running logo

Nei primi 500 metri (è la mia unità di misura, ormai, ha sostituito il farraginoso chilometro, troppo lungo) vado a 5′ spaccati. Poi, l’apocalisse, nel senso di rivelazione. 7K corsi in 31’52”. Ed ora son qui con il McMillan a ricalcolare ciò che posso ottenere dalla mezza di sabato. Forse 1h44’42” (cosa per altro impensabile un mese fa). Ma non ci devo pensare, sono il solito cervellotico che pensa di controllare tutto prima, mentre il corso di una gara è come il corso della vita. Chissà mai cosa ti capita… E io non imparo mai.

Split
Time
Distance
Avg Pace
Summary 31:52.4 7.00 4:33
1 2:29.9 0.50 5:00
2 2:18.2 0.50 4:36
3 2:21.6 0.50 4:43
4 2:13.1 0.50 4:26
5 2:20.5 0.50 4:41
6 2:16.9 0.50 4:34
7 2:17.0 0.50 4:34
8 2:14.2 0.50 4:28
9 2:17.2 0.50 4:34
10 2:14.7 0.50 4:29
11 2:16.0 0.50 4:32
12 2:13.2 0.50 4:27
13 2:16.5 0.50 4:32
14 2:03.4 0.50 4:07

[update] Ah dimenticavo: per cena melanzane a fette lessate e poi passate al forno con pomodoro e mozzarella! Buone!

Allenamenti 14 e 15 Settembre. E 12. E progressivo. E telegrafico.

La cucciola corre. Addirittura fa scatti di 30 secondi in salita verso la fine dell’allenamento. Ottimo. Mi sembra che le piaccia correre, anche se credo mi maledirebbe quando è lì che fa fatica e io le dico di non mollare. Domenica abbiamo avuto anche la buona stella di finire l’allenamento due minuti prima dell’inizio di un lungo scroscio d’acqua.

usterDal punto di vista della corsa, anch’io mi difendo. Sabato 14, a un anno dal famoso Orione che mi occhieggiava e dell’allenamento antelucano di 17K, sono riuscito a fare il mio primo progressivo, anche se non era intenzionale. Fatto sta che ho corso 16K, la prima metà in 40 minuti e la seconda metà in 38 minuti e 20 secondi. Fanno circa 5’/km la prima parte e 4’48” la seconda. Fantastico, per non averlo voluto veramente fare. Ho praticamente confermato il tempo ottenuto nell’allenamento precedente (solo trenta secondi in più). Il fatto è che non volevo tirare, la prima parte me ne stavo sui 5’/km, poi mi sono detto vediamo di tirare un paio di chilometri. Effettivamente ho tirato sui 4’35” e 4’40” fino a 10,5, poi sono tornato un po’ su, ma pur sempre ho resistito intorno ai 4’50”.

Ora la settimana di scarico. E non ci devo pensare.

 

Allenamento 10 Settembre. Wow!

Un allenamento molto buono. Non c’è dubbio su questo. A dieci giorni dalla gara, questo allenamento vale come conferma dello stato di forma che dal 20 agosto in poi è risalito “de profundis”. Vengono in mente le pubblicità delle auto: ” da 0 a 100 in tot secondi”. Venti giorni fa mi ero dato per spacciato, anche se a ferragosto qualcosa si era smosso dopo la lunga passeggiata collinare di oltre 22 chilometri. Ieri sera ero al settimo cielo. Da 0 a 100 (%) in venti giorni.

Per carità, non si tratta di granché, ma il fatto stesso di poter considerare una media di 5’05” in gara un mese fa era un obiettivo distante come il cielo in Patagonia.

Invece ora può essere un obiettivo raggiungibile. E finire la mezza intorno (poco sotto) l’ora e cinquanta sarebbe più che onorevole.

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Allenamento 4 Settembre. Batteria scarica, ma non la mia.

«Il lettore deve sentire che l’autore sta parlando con lui, non assumendo una serie di pose» (David Foster Wallace)

Diciamo pure che erano tre giorni che cercavo di andare a correre. La mattina, non ce la facevo ad alzarmi io, in un tempo ragionevole per poi andare in ufficio. La sera, avevo le batterie scariche. Della macchina.

Vicissitudini, che io potrei chiamare “Le Batteriadi”. Lunedì avevamo i cavi, ma le pinze (di plastica) si erano rotte e non tenevano più i denti conducenti. Risultato: perdita di tempo e rinuncia alla corsa (mettici anche che prima abbiamo fatto la spesa e siamo rientrati alle nove!) Allora abbiamo aspettato martedì sera: passaggio al Carrefour, compro cavi (quelli belli semplici con pinze belle prominenti, coi manici rivestiti di gomma plasticata) e – già che ci sono, giusto per evitare un nuovo viaggio – una bella batteria 45Ah precisa precisa. Anzi ha uno spunto di 400 A, ben più di quello da 325 montato ora sull’auto. Aldilà di imprecisioni tecniche, avere uno spunto più alto è importante, no? Sia per le auto che per chi corre.

Martedì sera carichiamo la batteria, faccio un bel giretto in macchina, La batteria regge. Tutto a posto. L’unica cosa è: non riesco a correre. Va bene lo stesso, l’importante è aver risolto.

Mercoledì mattina, giorno 4. La radiosità della giornata viene subito smorzata dal fatto che la batteria non ha retto. La macchina non parte. Dovremo attuare il piano B. Sostituzione della batteria. E qui, la sera stessa, scoppia il dramma.

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