Il mattino ha l’oro in bocca

Quando corro alle 6 del mattino, vuol dire che prima di tutto mi sono svegliato.

Sembra banale questo fatto, ma ultimamente non lo è. Perché passata “l’età dell’oro” in cui ero sveglio come un grillo a causa dell’insonnia, negli ultimi anni faccio proprio fatica a svegliarmi di mattina. Per me la corsa di mattina è una cosa meravigliosa.
Grazie al caldo insopportabile, poi, succede una mattina (quella di oggi in particolare) di riuscire a staccarmi dal letto alle 5:45, dopo due ore e passa di tormenti sudati, e prepararmi per uscire. E fuori trovare un po’ di pace, quel po’ di aria che in casa non c’era.
Non mi faccio domande su dove andare. Quello arriva dopo un po’ di uscite, quando la mia mente vuole nuovi orizzonti. Quando devo ricominciare a macinare chilometri, i primi allenamenti li faccio al Parco Increa, comodo a un paio di chilometri da casa. In dieci minuti di corsa ci sono e in altrettanti ritorno. Poi scelgo quanti e quali giri fare.
20150715_061955
Se pensate che là intorno al Parco resiste ancora un po’ di campagna, seppur minacciata da progetti di costruzione di poli logistici per i centri commerciali di Carugate, questo è stupefacente. Se pensate che si vedono i leprotti – per qualcuno di voi sarà normale, ma per chi abita nell’hinterland potrebbe non esserlo – questa cosa è inestimabile. Osservare la roggia che trasporta l’acqua e sentirsi come il mezzo tramite il quale si sviluppa e trasporta l’energia della corsa, questo ha del miracoloso. Vedere il sole apparire sopra la verzura e su uno specchio d’acqua (sebbene questo sia il lascito di una cava è pur sempre acqua) è bello, soprattutto alle 6 di mattina quando non è il martello cocente che sarà durante la giornata. Si capisce come un tempo fosse venerato come un dio che portava la luce – lo è ancora ma ce ne siamo dimenticati, forse. Sentire che le gambe vanno, che riesco a fare 10K con un paio di stop (perché ancora non sono in formissima) a volte tirando un po’ per sentire i muscoli, è appagante.
Mi ricordo sempre della sensazione avuta una volta durante una corsa mattutina, iniziata un po’ prima con il buio: la sensazione di venire alla luce, di nascere, di smollare tutte le giunture contratte e di ricevere energia dalla corsa più che perderne. Per me la cosa bella della corsa è questa: mi aiuta a ricaricarmi.
Fossi rimasto a letto fino alle 7, avrei forse ottenuto un blando riposo, magari crollando dopo ore di veglia. Ma non avrei ottenuto quella tonicità e reattività che ho sentito per tutto il giorno, al costo veramente minimo di uscire in strada e mettere un piede davanti all’altro per meno di un’ora.
Annunci

Quer pasticciaccio brutto de via Maratona

We are such stuff as dreams are made on” (Prospero, La Tempesta, Atto 4 Scena 1)

Avete presente cosa e’ la kryptonite per Superman? Beh, se e’ vero che siamo fatti della stessa sostanza dei sogni (Shakespeare dixit) questo e’ un incubo.

Ma come? nel 2003 stavo preparando una maratona e mi sono dovuto fermare. Ho tenuto il pensiero a debita distanza per molto tempo. E poi, dieci anni dopo. Poi e’ bastato dire: ok, dai, si fa, preparo una maratona. E in tempo 5/6 giorni ho avuto lo scarico di testa piu’ potente degli ultimi due anni.

Roba da considerare un M45 coi capelli un po’ lunghi che ho visto correre un povero derelitto, un mentecatto (absit iniuria; letteralmente significa un preso nella mente, un invasato). Mi pareva un albatros che cercava di levarsi da terra, dove risulta troppo grande e sgraziato per somigliare a quel fiero animale che e’ quando sta in aria.

Ma soprattutto parlavo di me, come ho spiegato nel post precedente. Ora lo scarico di testa se n’e’ andato, credo, grazie al test sui 9K di camminata di sabato sera. E mi tocchera’ correre (in senso lato) per poter correre la maratona insieme agli altri del gruppo, che nel frattempo si sono iscritti a una maratona di meta’ ottobre.

kryptonite : Superman = maratona : the Running Franz
kryptonite : Superman = maratona : the Running Franz

Fanno poco piu’ di 4 mesi. Non lo so. Sulla faccenda vorrei tacere, ma nello stesso tempo urlare. Come e’ possibile abituarsi a una distanza lunga? Io a febbraio ci avevo provato, avevo fatto 23,7 km in due ore. Pensavo che sarebbe stato solo una questione di tempo. Ora dovro’ cercare di correre di nuovo 20 chilometri da qui a fine giugno. Poi passare a correre i 25 a luglio, i 30 o 32 ad agosto. E sara’ tempo, a settembre, di effettuare un alleggerimento per non arrivare affaticati alla gara.

Sempre che la kryptonite non faccia valere il suo strapotere su di me.

Bronchite

A non correre, mi sento così: nei polmoni dell’inferno.

Questo post contraddice quello appena prima. Ma tant’è. La bronchite è una brutta bestia.

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑