K522 “le Cornelle”

Non è un’opera di Mozart ma la bizzarra associazione tra una lonea di autobus e una pubblicità di un noto parco che al bus fungea da livrea. Tanto bizzarra che ci ho fatto il titolo delle mie ripetute di stamattina.  Un’opera prima.

3x2K = 9K in 44′ e spiccioli.

Le 3 sessioni in 4’35″‘, 4’45” e poi di nuovo finché ce n’era.

Come diceva quello: Ma ‘ndo vai, se ripetute non ne fai?”

2016-04-17 22.48.57

Annunci

“Mi distanzierà”, ho pensato.

Che dolcezza la luce serale del tramonto di una giornata limpida con nuvole bianche e gonfie, dopo una notte di pioggia che rinfresca l’aria e rende respirabile l’aria impregnata di kerosene dei dintorni dell’aeroporto di  Linate.

Sono riuscito a fare un buon allenamento a ritmi abbastanza serrati. Era esattamente quello che avevo deciso di non fare. Praticamente l’obiettivo era andare a leggere l’orario di chiusura dell’Idroscalo dal cartello dell’ingresso sud. Una volta acquisito il dato (ore 21) mi sono spinto fino all’Isola dei Fiori, ho attraversato il ponte nord, mi sono infilato in un cul-de-sac (sapendo che era tale) e sono tornato indietro.

photo-editor-fsa22
Senza titolo, è probabile faccia parte della serie di foto scattate a Eatonton, Georgia Walker Evans, marzo 1936

Imboccando il ponte nord dell’Isola (amo il rumore di quel tipo di ponti, con le assi di legno), mi ha preceduto una runner. Mentalmente mi sono detto subito che dovevo stare tranquillo, limitandomi a seguire il suo ritmo, che era già abbastanza veloce (penso fosse appena sotto i 5). Appena sull’Isola ho preso per la salitella dei monumento ai caduti, per provare a distrarmi e non vedere la runner come obiettivo da superare. “Mi distanzierà”, ho pensato. Almeno abbastanza perché io perda il contatto. E invece quando sono sceso era ancora lì a 4 o 5 metri da me.

Ho iniziato a viaggiare più veloce, l’ho superata sul ponte sud e sono andato a 4’40” fino a che ho imboccato l’uscita del parco. Per tutto il tratto mi sono dato, da vero milanese, del pirla. Pirla qui, pirla là, perché l’hai superata?, devi stare più calmo! Non ce n’è. Quando vedo qualcuno che va più o meno alla mia velocità, lo devo superare. Ogni uscita è l’ingresso da qualche altra parte. E così sono entrato negli ultimi 3K di allenamento, indeciso se fermarmi a riflettere o continuare a tirare un po’. Così, il famoso allenamento del giovedì che doveva essere tranquillo, si è trasformato in uno veloce. Dopo il primo K a quasi 6′, i restanti 8.1 li ho fatti in 39’40”.

Allenamento 2 Giugno. The XXXXing Franz.

Dopo tre settimane di latitanza, rieccomi.

11 maggio era la data dell’ultimo allenamento, poi un periodo di impegni e micro-infortuni (spalla sinistra) e scazzo generale, tanto che un giorno ho visto un tale correre e mi sono detto “ma come fa?”. Non riconoscevo piu’ il potere taumaturgico della corsa, vedevo quell’uomo e la sua ala grigio-nera di capelli che sbatteva sciatta contro la capoccia, come si fa a ridursi in quel modo, ho pensato e stavo pensando a me.

Insomma tutto normale, molto Franz-style.

Oggi, dopo un duro lavoro per liberare il terrazzo (compreso lo sciogliere un gelsomino dall’abbarbicamento su una grata di legno, ve lo consiglio come esercizio zen), alle otto di sera non mi sono piu’ trattenuto.

Premessa: sabato sera sono andato a fare un test. Abbiamo camminato per 9 km lungo il naviglio io, Salva, David e suo figlio Matteo. Li abbiamo percorsi in un’ora e mezza (qui trovate il resoconto endomondo in prestito dal Salva). Il test era per vedere come ci trovavamo a camminare, in vista di una vacanza “a piedi”. Da quel punto di vista il test non ha dato indicazioni precise. Infatti bisognerebbe vedere meglio l’accumularsi di piu’ ore di cammino e poi di piu’ giorni consecutivi. D’altronde lo sapevamo: era solo un inizio di esplorazione.

Mentre per quanto riguarda in senso lato, camminare mi ha fatto tornare la voglia di correre. E questo e’ positivo. E per questo che stasera sono andato a correre, ho fatto 9 km in 42’38”, con tre pause di poco meno di un minuto (al 3, al 6 e al 7,6 k) per via dello smalto nel soffrire che e’ venuto meno.

Intanto il titolo indica che il multiforme Franz non solo corre, non solo si riposa, non solo va a male e si fa prendere dallo scazzo (tutto cio’ in momenti diversi, ma avolte anche in concomitanza) ma scrive anche in un blog collettivo (eaZywriters) che raccoglie ed estende l’esperienza fatta in un corso di scrittura creativa da parte di vari partecipanti. Usciranno un bel po’ di racconti, insomma. Hanno gia’ iniziato a uscire! L’idea del blog e’ esposta qui. Se son writers scriveranno.

Allenamento 15 Gennaio. Orgoglio e risentimento.

Quest’allenamento non s’avea da fare” (Alessandro Mizuni)

Allenamento di 9K in 41 minuti a sensazione.

Proprio la sensazione di aver fatto una pirlata.

Perché nel titolo ho messo “risentimento”? Non era “pregiudizio” a fare il paio con l’orgoglio? In questo caso, va meglio risentimento, dopo l’orgoglio fatuo di una velocità insostenibile. Per 9K ho tenuto una media di 4’34” (con un K fatto a 4’17” per il quale ho pensato che il GPS si fosse ghiacciato). Il risentimento è   muscolare. Semmai il pregiudizio arriverà d’ora in poi: il pregiudizio su me stesso come uno che non si sa dare dei limiti (in tal senso ci vuole assolutamente un coach, o un tutore).

Ho fatto una ca…ta. Ora delle due l’una: o sono le scarpe o è di nuovo il maledetto antivento giallo. Se è la seconda, va bene. Se è la prima, sono dolori: le mie amate ueivraider!!!

Il prossimo allenamento saprò di che si tratta, non portando l’antivento ma solo le scarpe. Il problema è che non so quando sarà il prossimo allenamento. Stavo giusto considerando la favolosa velocità tenuta nei 9K quand’ecco che un dolore alla coscia sinistra mi costringe a fermarmi al km 9.20.

Dai dati tecnici si  vede bene come io abbia portato il mio fondoschiena abbastanza lontano da dover poi percorrere almeno 3 chilometri camminando veloce e lottando contro l’assideramento.

Avevo già scritto un post nella testa intitolandolo “Against all odds” perché è stato figo uscire mentre nevicava. Molto appagante. E poi quella velocità e poi il fatto che mi sono addentrato nel fango del Parco Increa, nella penombra creata dalle luci del Carosello e che si rifletteva arancione nelle pozzanghere. Quando mi sono fermato, ero incazzato come una bestia con me stesso. Davvero tanto. Si è cancellato tutto. Questo post va senza immagini, senza musica, senza nulla.

Ora spero che passi in fretta, questo risentimento muscolare. Quello del mio corpo verso la mia mente, il pregiudizio che si è creato, non passerà in fretta.

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑