8° Straforla

Anche quest’anno la STRAFORLA è arrivata e invaderà le strade del Quartiere Forlanini!

Ed è l’ottava volta, una bella storia che piano piano si dipana, anche grazie all’energia dei comitati che la organizzano (tra cui l’ASD Francesco d’Assisi) e alla disponibilità delle associazioni che cureranno la sicurezza sul percorso. Tra le altre cose, si tocca anche l’abbazia di Monluè, un gioiello da valorizzare, ma soprattutto da vedere.

Una grande festa: di fine anno scolastico, di sport, di quartiere, dove l’accento è posto sul partecipare.

Visitate anche la pagina facebook dedicate: Sabato 20 Maggio 8° Straforla.

Percorsi da 3, 6 e 12 chilometri con partenze differenziate (come da volantino) a partire dalle 10:30 fino alle 11:00. Iscrizioni in loco anche la mattina stessa.

una grande festa popolare!

 

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Are you running today?

Oggi ero combattuto, l’eterna lotta tra il pigro e il brillante. Lo stop infra-settimanale della scorsa settimana per via della cervicale aveva già scavato a fondo in me. Le convinzioni vacillano più in fretta di quanto si possa pensare. Mi sono trovato a googlare “running motivation”… e lì ho toccato il fondo. Se uno vuole trovare la motivazione per correre è come se stesse cercando le scuse per non farlo. non si trova online, la motivazione. Allora, mi sono detto – ed è stato un passaggio mentale positivo – “googliamo solo ‘running'”

Ho trovato questo video.

Tutti i dubbi si sono dissolti e sono uscito a correre. 6K in 27’10”. Via la ruggine.

copyright:: elegantwordart2.blogspot.de

Le stelle allineate (I will not celebrate meaningless milestones)

Eccole lì, in linea con le piramidi. Le stelle allineate. Ed io che sconvolgo i bookmakers, uscendo oggi a fare ‘ste benedette ripetute e di fatto facendo saltare il banco.

Nonostante fossi tentato da altre soluzioni, influenzato dalla recente lettura di alcune tabelle su Runlovers, le ripetute le ho fatte proprio come avevo detto: 1K di riscaldamento, 4x500m di ripetute intervallate con… 500 metri di andatura lenta. Beh, qualche differenza con quanto pianificato c’è: intanto invece che a 4’30” le prime tre ripetute le ho fatte a 4’15″/4’20” a chilometro, cosa che infatti poi ha determinato il sostanziale scoppio con la quarta, corsa a 4’35” con un generale allineamento dell’andatura degli ultimi due chilometri verso I’alto. Insomma, non si trattava quasi più di ripetute.

Dal lato positivo c’è da dire che ho corso l’ultimo K in 4’50”, che non è male visto che 5 minuti non me la passavo proprio bene. Ciò mi ha fatto capire che ora posso scendere dai 5’/k anche sui 10K.

 

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D’altronde anche le pietre sulla strada tra Atene e Sparta lo sanno che le ripetute, intervallate alle corse lunghe, permettono a queste di essere corse più velocemente. Comunque oggi ho corso 6K in 28’45”. Non è per celebrare pietre miliari senza senso… è proprio che non mi aspettavo di farcela.

 

Allenamento 19 Giugno. Vengo mangiato.

“Vedete, io avevo un grandissimo vantaggio sugli altri: avevo avuto la poliomielite, ed ero totalmente paralizzato. L’infiammazione era così forte che avevo anche una paralisi sensoriale. Potevo però muovere gli occhi, e anche l’udito non era stato menomato. A forza di stare a letto mi veniva la malinconia, impossibilitato com’ero a muovere qualsiasi cosa tranne le pupille.” (Milton Erickson)

La citazione è tratta da storiedicoaching. Insegna che se hai uno svantaggio, lo devi girare a tuo vantaggio.

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Titolo con doppio significato, a questa mandata. Vengo mangiato dalle zanzare e vengo mangiato nel senso di dopo cena. Nel senso che se corri sul naviglio dopo cena, permettendo al tuo corpo di digerire almeno un po’, sarà quindi una corsa nella penombra, l’ora delle zanzare. La giornata è stata intensa a livello di nuovi orizzonti che si profilano. La corsa serve anche a questo, a fare un po’ di pulizia nei pensieri che hanno turbinato da mezzogiorno in poi.

Arrivo a casa, ci prepariamo per la cena, mangiamo. Poi esco, è tardi e non so se la cena mi si riproporrà dopo aver corso. Decido di mettere in pratica quello di cui mi lamentavo nel post precedente: salto a piè pari l’andare di corsa sul naviglio. Mi ci reco in macchina e corro solo sul naviglio. Mentre sono in macchina ascolto la replica di Alaska che parla della scomparsa di Michael Hastings,  giornalista scomodo imperdonabilmente giovane per morire in un incidente d’auto, che Marina Petrillo onora con una delle sue trasmissioni di qualità.

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Palio dell’Ortica, 13 Giugno 2013

“La vita è un’opportunità d’oro. Prima lo comprenderemo, meglio sarà” – Sri Chinmoy

“Faceva il  Palio nella corsa dell’Ortica…” verrebbe da parafrasare una canzone del mitico Enzo, cantore di una Milano che un po’ ho ritrovato in questa bella serata tardo-primaverile, che si fa tardi la sera e c’è il profumo dolce dei tigli. Il Palio dell’Ortica (al minuto 1:31 passiamo con scioltezza, mentre il “forza ale’ ale’ vai” credo sia di Luciano) è stata per me una bella sorpresa. Il luogo dove si tiene, innanzitutto, offre un supporto eccezionale, con spogliatoi e pista d’atletica (che sarà protagonista, vedrete). Il centro sportivo Saini.

Terza edizione, ma sembra fatta per durare molto. L’organizzazione, poi, e’ ottima: una festa ben riuscita. Il deposito borse, ben ordinato alle spalle della tribuna, i gazebo con il ristoro, la pasta (potevate non mettere i wurstel nella psta, unica critica “da vegetariano” della serata!). Le persone addette al servizio, un ringraziamento va anche a loro, se noi runner abbiamo potuto correre senza altro pensiero.

Si respira aria di festa.  Con il programma di corsa si parte intorno alle 19,45 con la gara dei 1200m, in cui mia figlia grande debutta e soffre ma poi arriva, testarda, tra gli applausi di tutti. Io la accompagno per farle forza, correndo con i jeans. Lei non sa se ridere o piangere. Ma alla fine so che le è piaciuto partecipare attivamente alla festa. Alla testa del gruppo di questa gara vedo ragazzini che sembrano runner professionisti in miniatura. O forse sono io che sbaglio: sono runner professionisti e basta! Fanno abbastanza impressione comunque.

Poi, finiti i 1200, tocca ai piccolini con i 400 metri che – non avevo capito io – invece di svolgersi in pista, prendono dalla pista la via del parco. L’altra figlia e la cuginetta corrono insieme, anche loro debuttano nella corsa. La mia piccola viene travolta dalla sterzata del gruppo (pensava dovesse fare la pista e invece tutti fuori verso il parco!, pensavo lo stesso anch’io). Gli applausi se li merita tutti quando arriva, accompagnata per mano – correndo – una mano alla mamma e una alla ragazza che stava all’ultima svolta del percorso.

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