Pranzo della domenica, corsa della domenica

Oggi, a causa di intoppi logistico-sanitari, la corsa l’ho corsa appena dopo pranzo. Siccome poi alle 16:15 dovevo fare altro, non ho fatto i 21K.

Del tipo 14:05 finito di pranzare, 14:15 fuori a correre. E ho provato la conversione immediata del carbo-load in energia (lavoro interno).

Non è andata male, dai: 14K in 1h09′ invece di trovarmi a bordo strada a vomitare. Percorso che ho fatto mio: zelo, Linate, ponte viola al Forlanini, Linate aeroporto, Idroscalo entrata Magnolia, isola delle Rose, back home.

Un passaggio di 49’10” ai 10K, 59’10” ai 12K. Sostanziale tenuta. Qua si può ragionare sui tempi di allenamento, ora.

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14K. Pozzanghere e ammonimenti.

La scimmia della corsa spingeva da qualche giorno. Mi ha praticamente costretto a uscire nonostante piovesse. Fortuna vuole che ho beccato solo 3K di pioggia leggera e i restanti 11K li ho fatti in un’atmosfera tutto sommato piacevole.
Visti i runner fradici di sabato (domenica mattina invece ero in Modalità Geppetto e tappato nella rimessa) non posso proprio lamentarmi. Praticamente ho preso le uniche due ore senza pioggia del weekend. Questa è una benedizione, ma è anche un ammonimento a non buttare le occasioni che la vita offre.

L’andamento dell’allenamento è stato pressapoco questo: i primi 9 chilometri bene, buoni ritmo e sensazioni. Poi, dopo essere stato fermato da un tizio che cercava i suoi due cani che gli erano sfuggiti, ho faticato a riprendere una cadenza stabile (Dovrò controllare se me la sta segnando correttamente la cadenza visto che è ancora 156 come nell’ultimo allenamento).

Comunque, era tanto tempo che non mi capitava qualcuno che cercasse i cani scappati. Sono cose che di solito succedono in campagna. Tutto sommato potrei dire di abitare in campagna, nonostante la vicinanza con la città. Abito in una cittadina formata da molte frazioni e unite da un cuore di campagna. Dal punto di vista della corsa è molto bello. Puoi andare avanti chilometri e l’unica cosa che devi fare è stare attento a non schiacciare le cacche di mucca ed evitare le pozzanghere. Mauritius Cornelius Escher – il genio che era! – disegnava strade sterrate con pozzanghere, nelle quali si rifletteva la natura immersa nella luce lunare. Anche senza luna, ieri l’effetto era lo stesso: guardavo gli alberi neri e ancora spogli stagliarsi verso il basso. Attorno alla strada sterrata, campi e alberi, tutto virato in grigio e verde, gli uccelli neri contro il cielo. I fari gialli delle macchine davano il senso dell’umore della giornata e, a pensarci, io ero completamente controcorrente: è come se io vedessi il sole (e il cielo blu dietro le nuvole), sia mentre ero tappato in casa che mentre ero fuori esposto alle (temperate) intemperie.

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Questo è il potere di fare le cose con passione. Va da sè per la corsa, ma ieri ero appassionato mentre facevo i lavori di manutenzione in casa!

L’ammonimento di questa corsa, visto il decadimento delle mie gambe soprattutto negli ultimi 3K, è questo: Diversificare. Non posso continuare a correre nel mito della ripresa dopo lungo stop. Poi mi sento al limite: 14K in 1h12’38”. Non posso fare di più se non inizio a diversificare. Qualcuno mi ha chiesto ieri su Twitter che corsa stavo preparando. E io, dopo averci riflettuto, ho capito che non sto preparando altro il fatto di andare più in là possibile con il chilometraggio. Magari, abbattere il muro dei 23,7 chilometri fatti in un allenamento chiamato “Due ore di corsa”. Arrivare a 25? Per farlo, devo diversificare, devo introdurre il corto veloce.

14K, assaporandoli.

Eccomi qua. Sono vivo. Vivoactive. Dopo un primo tentativo il 27 dicembre (8 chilometri e mezzo e stop per male al tendine del ginocchio) di iniziare a usare seriamente il bel regalo di Natale, stamattina ho fatto un allenamento con altri podisti della zona, ad un’andatura che mi ha permesso di godermi il panorama lungo il percorso, per quanto piatto. Zelo, Bettola, Castello, Pestazza, San Bovio, Mezzate. Tutti luoghi nuovi per me, podisticamente parlando, e molto interessanti. Natura e campi, perlopiù, e aria buona da respirare (compresa quella della fattoria con le mucche che “i slarghen i pulmun”).

14K

Alle 8:45, ritrovo con gli altri compagni di corsa e con la dura realtà del -3° Centigradi. Ma dopo un chilometro non sento più la temperatura rigida e inizio ad ascoltare il mio organismo. Soprattutto dopo la cena ben innaffiata, avevo bisogno di sentire il minimo scricchiolio per potermi fermare in tempo.

Alla fine ciò che ho sentito è la pesantezza delle gambe (capibile!) ma anche grande grinta quando ho resistito anche alla tentazione di andare a casa al semaforo giusto, allungando e arrotondando il risultato a un tondo 14K.

Non è ancora chiaro se questo è un ritorno, ma sicuramente è stata una bella esperienza. Buone corse a tutti.

 

Allenamento 28 Settembre. (Gn)Afa.

Dopo una pausa di una settimana, sabato 28 mi ripresento all’Increa in ora antelucana. Era un po’ che non riuscivo a correre prima della luce. Stavolta, complice l’andata a letto con le galline della sera precedente (sono sere che crollo!) mi sveglio senza problemi alle 5.45. Faccio un rapido controllo: tutte le membra sembrano rispondere ai comandi. E allora mi alzo davvero e mi preparo.

Le cose per correre sono state pronte tutta la settimana, tanto pronte quanto disattese. Ma ora riesco ad andare. Alle 6.20 cerco i satelliti ma i satelliti non rispondono. Inizio a camminare un po’ e fare esercizi di riscaldamento. Dopo un tempo infinito – 10 minuti – riesco a “prendere la linea”. E corro.

La corsa è tranquilla. Al chilometro 2, supero un signore in pantaloncini e maglietta – faccia nota nei dintorni podistici dell’Increa – che per saluto mi fa il resoconto del come e del perché abbia dovuto togliere la tuta perché stava per annegare nel sudore. E conclude: “Fa caldo”. E io lo saluto con un: “Fa caldo sì”. Ma poi ho pensato ‘Geez, questo qui ha già corso!’ e non posso fare a meno di pensare a quando ero io a correre alle 5 di mattina. Che matti siamo. Invece di stare a dormire.

In effetti si corre e si suda, sarà la cappa delle nuvole che trattiene l’aria fresca dall’alto. Ma vado, vado per un bel po’, senza preoccuparmi troppo del tempo, sia meteorologico che podistico. Taglio il Parco Increa in mezzo, per evitare il buio degli alberi che so essere fitto, poi esco e dalla cascina Torriana mi butto a piombo sul centro di Cernusco.

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Diorama dei fiumi lombardi

Voglio fare la Martesana al ritorno, perché ho dei conti in sospeso con il tratto di Vimodrone (a Luglio quasi collassavo durante un allenamento) ma al parco dei Germani mi accorgo che la Martesana è vuota. Se c’è qualcosa di inutile è un letto vuoto. Sarà il mio, che ho lasciato a casa, sarà quello del Naviglio, ma l’idea non mi va. Quindi torno indietro girando verso i vigili cernuschesi e verso lo spaccio Levi’s, dove potrò trovare un sentiero che ancora resiste e fa da contorno a una delle tante cave che ci sono in zona.

Tornato a bordeggiare l’Increa, mi concedo 500 metri di camminata veloce, per poi riprendere a correre verso casa. Ho corso 14K con Garminio, più mezzo chilometro prima riscaldamento e mezzo chilometro dopo per defatigare un po’ e arrivare decontratto alla sessione di stretching post-corsa. Mi sono concesso i 500 metri finali di corsa a 4’15”, per saggiare la gambe.

Inizia una fase lunga di mantenimento, magari con un allenamento a settimana, forse due. L’ho capito dal tempo che è cambiato – nonostante il sabato tropicale in cui ho corso – e dell’autunno che è arrivato.

Allenamento 7 Settembre. 14K di fatica la mattina e coach nel pomeriggio.

Sabato, sul percorso “da A a B e ritorno” con variante “salita Cecima”, ho sofferto molto. Soprattutto all’inizio. E questo è dovuto al fatto che questa estate non ho corso mai in Valle Staffora. I continui cambi di pendenza mi hanno massacrato, almeno per quanto riguarda i primi 3 chilometri. Un’altra cosa che ha deposto “a mio sfavore” è stato il fatto che Bobo fosse in splendida forma. Dovrebbe andare lui a fare la mezza in terra svizzera, altro che io!

D’altronde la presenza di Bobo ha deposto anche a mio favore, perché se ho stretto i denti e continuato è solo perché lui ha fatto da traino. Fossi stato da solo mi sarei fermato, poi avrei fatto ritorno prima e avrei avuto il muso lungo peri l weekend. Invece al ritorno dall’impresa ho fatto addirittura due colazioni: una pre- e una post-doccia. Segno di buonumore.

L’allenamento è andato tanto bene che giunti a metà del percorso abbiamo deciso di allungare e inserire la salita dallo Staffora a Cecima arrivando a 7K tondi. Solo fino al cimitero, ma la salita intera (un altro mezzo chilometro) vale la pena. Da Cecima si ha una visione dall’alto della Valle Staffora quando gira verso sud-est verso Varzi. Magari la prossima volta…

Il ritorno è stato “lieve”. Cioè, non mi sono mai accorto che – a parte gli strappi assassini – fosse così in discesa. Le medie del ritorno sono sotto i 5′, segno che le gambe ci sono. Cioè, è stata lieve la sensazione di poter spingere ancora dopo una partenza così disastrosa, è stato lieve faticare come una bestia da soma. La preparazione alla GSL si svolge normalmente. Speriamo di continuare così.

Troverete indicazioni precise del chilometraggio. Anzi, dei chilometraggi: infatti nel pomeriggio di sabato, dopo aver ronfato un paio d’ore sul divano, mi sono occupato ancora della gara elvetica, allenando mia figlia (wow!). Le indicazioni più importanti sono arrivate da Cris, che mi ha ricordato che il modo migliore per iniziare a correre è fare l’alternanza tra corsa e cammino. E così abbiamo strutturato l’allenamento.

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La prode figliola ha già affrontato stoicamente il Palio dell’Ortica (al centro Saini) senza allenamento. Abbiamo deciso che un minimo di preparazione non può far male. E quindi, dopo qualche giorno passato a fare 10 e poi 15 giri intorno alla casa di campagna, sabato pomeriggio l’ho accompagnata in un allenamento di 30 minuti: 5 minuti di riscaldamento camminando e poi 1′ di corsa alternato a 1′ di camminata. E mia figlia, pur soffrendo nelle ultime frazioni, è riuscita a correrle tutte. Alla fine abbiamo fatto 3,4 chilometri, ben 3 volte ciò che dovrà affrontare il 21 settembre. Le ho detto che correrà con la maglietta conquistata alla Greifenseelauf dell’anno scorso. Le ho detto che quella gara è una festa popolare, basta guardare il pdf delle gare per rendersi conto di quante ce ne sono.

Sembra più convinta anche lei, dopo questi allenamenti. Ne farà altri in questi giorni e – magari – chissà mai che ci guadagno un compagno di corsa nel prossimo futuro 🙂 sarebbe proprio bello!

Update sul 2° allenamento della cucciola (9 settembre)

Lunedì sera, arrivato a casa non trovo nessuno. Chiamo e dopo un po’ mi risponde Cris. Sono bloccate da un tentativo di suicidio sul ponte della tangenziale che è pure l’ingresso al Parco Increa – mi dice – ma hanno finito e appena la situazione si sblocca faranno ritorno a casa. Pensa – mi fa – il carabiniere si è pure lui arrampicato fuori dalla barriera e a rischiare di cadere sotto sono in due. Attimi di tensione, alla fine rimaniamo al telefono fino a quando il milite riesce a riportare la donna al sicuro.

Allora ci possiamo dedicare al vero significato di questa assenza: secondo allenamento della cucciola, con altri 3K in saccoccia fatti con un alternanza di 2′ di corsa e 1′ di camminata. Quando arriverà a casa, mia figlia si dichiarerà meno stanca di sabato. D’altronde sabato c’erano anche alcune salitelle e poi si era andati un po’ più veloce. Cris mi dice che la corsa non fa proprio per lei e che il prossimo allenamento (3′ corsa + 1′ camminata) lo farò io. Io sono contento che stiamo aiutando mia figlia a capire che cos’è la corsa. Sperando che le piaccia correre, alla fine!

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