Le Montagnette. Colline intorno a casa.

Mi piacerebbe imparare a correre in salita con meno affanno, modulando l’intensità a seconda delle pendenze. Per ora non ne sono capace. Non sono capace di impostare una strategia di corsa collinare, cercando di dosare il dispendio di energia in previsione delle salite. Di solito tengo un ritmo omogeneo che, quando inizia una salita, sconta una riduzione di velocità “fisiologica” legata all’inclinazione stessa. Come detto, non riduco io “per strategia”, trovandomi ad andare in affanno in occasione di “strappi” importanti o di salite troppo lunghe.

L’hinterland di Milano è piuttosto piatto e io ci vivo e ci corro da tanto. Mi sono accorto della mia carenza sui tratti collinari. Per non perdere la speranza, ci sono alcuni posti dove poter correre in salita, anche vicino a casa. Sono parchi con colline costruite dall’uomo, ma tanto basta per avere un’inclinazione da affrontare.

A circa 2,5 km da casa c’è il Parco Increa, in territorio brugherese. Inizio con questo perchè è il mio parco di riferimento quando faccio fino a 10 km. Di più, cerco di raggiungere il Naviglio Martesana (sta a poco più di 5 chilometri da me) che è il mio primo amore podistico. Ci andavo a correre anche da bambino, ma questa è un’altra storia.

Il Parco Increa è ricavato da una cava e fornisce un ottimo scenario per le corse, con alberi sul percorso, strade battute, viottoli nell’erba e anche due anelli piuttosto ampi.

Il primo lo chiamerò “esterno”, in quanto alcuni tratti si trovano aldilà della recinzione ma paralleli e contigui al Parco. Conta circa 2,5 km di lunghezza. Il secondo (“interno”) arriva a circa 2,2 km. La misurazione non è precisa, anzi: non esistono indicazioni, come quelle che si trovano lungo il Naviglio Martesana. Forse non servono più, visto lo spopolare dei cardiofrequenzimetri con GPS. A me, che corro con un cellulare tenuto in mano in un calzino, servirebbero ancora.

Altri anelli intermedi, completano la gamma di salite, in un mix di asfalto, terra, brecciolino, autobloccanti (dei parcheggi!) e con la possibilità di inserire salite e discese.

Il Parco Increa, comunque, non offre dislivelli di qualità. Ad eccezione di quattro salite di circa 80-100 metri (di cui tre su terra battuta e uno su asfalto) e altre tre salite che si inerpicano sulla scarpata della ex cava, sul modello di sentieri montani, ciascuno per 40-50 metri, buone per variazioni di ritmo. Però se uno vuole, può ridurre l’anello e concentrare al massimo le ripetute in salita.

Un altro parco “industriale” esiste a 1,5 km nell’altra direzione rispetto all’Increa. E’ verso Sesto, nella frazione colognese di S.Maurizio al Lambro, c’è il Parco dell’area ex Falck, che offre due montagnette costruite sui rifiuti della produzione industriale molto buone per impostare un allenamento più collinare. Non andandoci spesso, posso solo ricordare che lì si possono impostare allenamenti anche lunghi di salite e discese. Nella collina più lontana dal centro parco c’è un percorso abbastanza ampio di salite e discese. Anche la collina principale offre salite di un certo rilievo. Costruire un percorso che le comprenda tutte e due può soddisfare le esigenze di allenamento collinare serio. Sicuramente questo Parco è più indicato per allenamenti collinari rispetto all’Increa.

Un altro luogo di particolare interesse per la corsa è il Parco Lambro, a patto di prendere la macchina, imboccare la Tang.Est, uscire in via Palmanova e percorrere la via Rizzoli (l’uscita Lambrate della Tang.Est è chiusa da un po’ di tempo). Aldilà della RCS – all’altezza della stazione MM Crescenzago – inizia l’estensione del parco. Andando verso piazza Udine il parco lo trovate sulla sinistra fino alla fermata MM Cimiano. Anche il Parco Lambro offre la possibilità di affrontare salite e costruire un percorso collinare.

Il titolo del post richiama poi il Monte Stella (la muntagnèta), la collina di riferimento del running milanese (e sede di gare anche di un certo richiamo mediatico) che sta dall’altra parte di Milano rispetto a dove sto io. Non ci ho mai corso ma so che era doverosa una citazione all’interno di un post che parla di salite a Milano.

E voi, dove correte in salita a Milano e hinterland?

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Due allenamenti. Doppietta.

Sabato e lunedì, due giorni differenti per percorso, ambiente e temperatura.

Sabato 28 ho percorso 14,5 in 1 ora e 20 minuti con sole e caldo umido, su percorso pianeggiante.

Lunedì 30 ho percorso 13 km in 1 ora e 10 minuti con il fresco (e l’ultimo chilometro benedetto dalla pioggia), su percorso collinare.

Tutti e due i percorsi mi hanno dato qualcosa: convinzione nella mia forma, il fatto che possa fare due allenamenti di una certa importanza separati solo da una quarantina di ore, un generico senso di benessere.  

Il secondo però mi è piaciuto di più. Diviso in due parti, recita così: 6,5 km in 36′ e 6,5 km in 33′. Il ritorno era più discesa che salita, ma sono riuscito a provare a me stesso di poter correre anche dopo una grande fatica (l’andata non è stata semplicissima, diciamo, per via della mia idiosincrasia verso il collinare).

Ora questa settimana dovrei fare un 5 km veloce e pianeggiante (tipo giovedì), per poi provare una distanza (o un tempo) più lungo. Magari un 17 km o 1 ora e 30 minuti.

 

Running del 25 Aprile

#running 25 Aprile 2012 allenamento di 55′.

7,5 km in 36′ (4’48”/km) e poi corsa lenta per 19′.

Sensazioni ottime, ogni volta che corro. E, per il momento, ogni volta è una scoperta – una liberazione – di nuove potenzialità.

Nel mese di Maggio l’obiettivo è stabilizzare la distanza dei 15K e velocizzare i 10K. E poi mi serve proprio un esame medico approfondito per continuare.

Un pensiero riconoscente corre a coloro che ci hanno liberato, il 25 Aprile 1945.  

Claire Squires

 

 

 

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Morta a poco più di un  chilometro dall’arrivo, ora l’ondata di solidarietà arriva sulla pagina permettendo una raccolta fondi record.

Penso proprio che Claire Squires ne sarebbe contenta.

Rinascita

#running Corsa all’alba 9,8 km in 51′ e rinascita.

Stamattina non riuscivo a svegliarmi e tirarmi giù dal letto. Quando l’ho fatto, tutto il mio organismo mi ha ringraziato.

Sento il beneficio del’attività fisica in ogni parte del corpo. Penso che correre sia una delle sfide più avvincenti che uno possa affrontare, se sa modularne intensità e frequenza.

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