Marcia delle cascine

Non mi era mai capitato di sentire recitare il padre nostro prima della partenza della gara, ma ad Opera sono sotto scadenza elettorale e il sindaco uscente (non più ricandidabile) ha pensato bene di dare un segnale forte. Come ha detto Francesco del Naviglio, così pensano di fermare l’isis.

Aldilà delle battute, oggi giornata spettacolare: reunion dei Fra! E una bella festa di corsa. Complimenti agli organizzatori della 23a Marcia delle Cascine a Opera. Tre percorsi, per poter godere dei campi e delle cascine e un passaggio sul tappeto verde del golf club. L’unico appunto è sull’orario, le 9:30 è tardi, anche con la benedizione del prete 😂 infatti dalle 10:30 in poi il caldo è stato un problema…

Dal punto di vista della presentazione 4 km con Francesco e 12 da solo superando qua e là chi riuscivo a raggiungere. Saluti a Marta – stra-salutata da tutti – con la quale ho diviso due chiacchiere in prossimità del ristoro ai 10k.

Ho chiuso in 1h20′ e mi sono goduto la mattinata 😉 pasta e passata di pomodoro nel pacco. Tanta gioia nel cuore.

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Love It Or Leave It. (feat. Gigi Marzullo & Tonino Guerra)

Cestista inesperto googla ‘gancio cielo’.
Si ritrova a un concerto di Claudio Baglioni

Come non accorgersi che non è la boutade che ti risolve una situazione ma piuttosto la storia che ci costruisci intorno? (Come spiegarsi altrimenti tutti quei tizi concentrati a scrivere la storia che si potrebbe condensare nell’espressione ‘Anima di Silvio‘?)

Come cercare di salvarsi da un inferno “lastricato di buone intenzioni” con una pavida promessa del ‘non lo faccio più’, non imbocco più quella via sdrucciolevole?

Come impatta l’eterogenei dei fini sulla vita di tutti i giorni?

Oggi così. Love It Or Leave It. Ci vorrebbe un ettaro di cielo a testa, oggi.

 

Della Jihād (Ovvero come creare un mondo dal nulla)

Oggi ‘Fanculo il mondo. Rajasthan a palla nelle orecchie, la loro hit “Don’t Gossip (let Him drive)” è una cannonata.

 

Peccato che il testo sia un tantino confessionale, lo si può percepire dal titolo che è insieme un comandamento (non sparlare) e una raccomandazione (lasciaLo guidare). Quindi, non si scherza con loro. Le idee le hanno chiare. Lascia che Lui ti guidi.
Dicono che sotto sotto la loro arte inciti alla Jihād… Però che tiro! La base ritmica è da urlo!! 

 

 

Si ringrazia Angelo Litrico per l’ispirazione. Una volta facevi solo underwear maschile, ora ispiri le masse alla rivoluzione.

 

No, ma che? Scherzi? Non sai chi è Angelo Litrico?
Vi invito a cliccare su Angelo Litrico qui sopra, perchè a me si è aperto un mondo…

 

Io pensavo che fosse un nome fittizio su magliette della salute a buon mercato. E invece:  Cavaliere (1962), Ufficiale (1965), Commendatore (1968) e Grand’Ufficiale (1972).  UN GRANDE NOME DELLA MODA ITALIANA
Grande è la mia ignoranza sotto il cielo.

Più legno per meno frecce

Il successo è una lunga pazienza.

Ma il coraggio è un’azione breve, frutto di un’intuizione fulminea.

Appoggia una scala al muro sbagliato e, per quanto tu ti ostini a salire in fretta, alla fine arriverai nel posto sbagliato“. L’ho sentita dal Monty nel video “Qual è il tuo punto di vista?”.

more wood behind fewer arrows

Sembra fotografare perfettamente la mia situazione. La lunga pazienza sarà anche quella di salire su per la scala. L’ho già portata per molto tempo. Il coraggio è accorgersi che il muro è sbagliato. E agire – se volete, con pazienza – di conseguenza.

 

 

E ora vi chiedo cosa significa il titolo: “Più legno dietro a meno frecce” (anche questa sentita dal Monty che riportava un cosa detta da Larry Page agli azionisti in Q2 del 2011).

Certo:

1) occuparsi di meno cose rispetto al solito

2) dare più energia a quelle scelte.

3) Focalizzarsi.

Ma, anche qui: devono essere le frecce giuste!

 

 

 

 

Gambe ne abbiamo?

Mi ricordo che quando ero più giovane (fate un bel -20 e ci siete) una volta sono andato in comitiva al Rifugio Gianetti che sta sotto il Pizzo Badile. Tornando indietro da lì per altra via, superata la Cima del Barbacane siamo arrivati al rifugio Omio. Guardate, i nomi ve li dico perchè li sto googlando, ma la sensazione quella ce l’ho addosso adesso. E quella sensazione è anche la ragione per cui scrivo questo pezzo.

Dal Rifugio Omio, io e altri due giovani camosci ce la siamo fatta di corsa fino alle macchine, stabilendo un bel primato (credo) tra i gitanti della domenica ma di fatto ponendo le basi per il più grande body shutdown mai assaporato! Gambe che non funzionavano più, per dire, scale fatte solo perchè andavo in opposizione con le braccia. L’ascensore di casa ovviamente aveva smesso di funzionare proprio il giorno prima, quasi in muta opposizione all’impresa scriteriata. Tutto ciò per tre o quattro giorni pieni.

La sensazione di allora la sto sentendo ancora in questi giorni (sebbene sia molto meno devastante, più circoscritta). Il “quasi trail di 24K” di domenica mi ha devastato le gambe, anche ora non riesco tanto bene a camminare (ma fortunatamente non ho bisogno di braccia per aiutarmi) e ieri sera sono andato a letto alle 19, mi sono svegliato alle 22 per mangiare giusto un po’ e poi sono tornato a letto. In realtà avevo anche pensato di saltare la cena e questo indica quanto io fossi devastato (“Franz” e “saltare la cena” sono due concetti antitetici).

 

Misery no morire

 

Oggi va un filo meglio, per fortuna. Sapete che c’è? Datemi ancora un paio di giorni e sarò tornato come nuovo. A quel punto, sarò ancora sulla cresta di qualche idea scriteriata. A meno che mia moglie non mi abbatta con una bella mazzata sulle caviglie (tipo Misery non deve morire). Da tempo sogno di ripetere l’impresa “Varzi – Oramala – Poggio Ferrato – val di Nizza – Home”, stavolta senza perdermi dalle parti della Cascina Legra .  Dovrebbero essere circa 20 km, potrei addirittura risalire da Trebbiano – invece che risalire da Campalbino – e aggiungere il Monte Calcinera come ciliegina sulla torta.

Oppure un’altra bella gita potrebbe essere da Castel Verde a Oramala, via Passo dell’Aquila (per il percorso ringrazio Cristiano Zanardi di ‘A un passo dalla vetta’) da dove poi riprendere verso casa… Ma forse qui non aggiungerei la risalita dalla Val di Nizza perchè iniziano a essere un bel po’ di chilometri. Ma prima devo chiedermi: Gambe ne abbiamo?

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