Jamaican Rhapsody

Marleyfico!!!!

 

 

 

Ragazzi, so che oggi è dura. Per molti di noi/voi c’è da affrontare il rientro a scuola dei figli. io poi ho avuto un appuntamento doloroso dal meccanico, distribuzione, pompa dell’acqua, bielletta di sostegno e pure una H7…

Ma ho trovato questa canzoncina che potrà certo distendere i vostri nervi. Certo lo farà con i miei.  Ganja uuuuhuu-huu…

 

Leave ignorance behind and spread the buds!

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In Gamba

Come un visitatore, mi sono riaffacciato al mondo della corsa. Sabato 4K e domenica 10K (tanto per far capire che sono il solito esagerato). Ma le gambe hanno retto.

E oggi in pausa pranzo ho fatto questo Allenamento Completo Con Esercizi Per Glutei e Gambe Senza Salti (# 604) Squat a profusione, absolutely no paranoia.

La gamba ha resistito.

A proposito di gamba, ho trovato il video di tifosi giapponesi che trovate qui sotto. Sono quelli del Gamba Osaka (società calcistica nata nel 1980) che hanno mutuato colori, cori e striscioni dalla Dea. Durante le partite, intonano anche cori che inneggiano all’Atalanta e hanno intitolato “Curva Nord” la sezione dello stadio che occupano, proprio come la curva degli ultras a Bergamo. Il principale gruppo ultras del Gamba Osaka si chiama Brigate Nerazzure Osaka 1999.

GambaOSakaAtalanta

Atalanta, laggiù (in Estremo Oriente) qualcuno ti ama!

 

 

Play

Avete presente Ronaldo? Ma no, non CR7, che francamente ha rotto il cazzo: è venuto in Italia a passare l’ultima parte di carriera incensato e riverito come solo in Italia sanno fare. E dicono che lo abbia fatto perchè a Torino l’hanno applaudito tutti per la sua rovesciata vincente nella partita Juve-Real. Cristiano Ronaldo è uno che ha tirato i remi in barca (in prospettiva, diciamo).

Niente CR7… Io parlo di Ronaldo Luís Nazário de Lima, a.k.a Ronaldo, ex fenomeno dell’Inter, ex fenomeno brasiliano una storia calcistica di quando ancora il Brasile faceva il Brasile – che sotto sotto io tenevo al Brasile, ma dopo Francia ’98 qualcosa si è rotto – ed il calcio faceva innamorare la gente (ma questa frase  è tipica di chi è troppo vecchio per vivere una sua vita senza rompere le scatole agli altri) 

Perchè parlo di Ronaldo? Ovviamente per dire che sono ancora qua, ma è come se fossi ingrassato come Ronaldo ha fatto una volta smesso di giocare. Io ho smesso di correre.

E stamattina, dopo 15 minuti di esercizi ginnici avevo il fiatone (viveredonna/fixfit). Non sono ingrassato, solo per il mio solito metabolismo veloce e il mio diuturno bad mood.

Stamattina ho trovato questo video. Very Dave Grohl. Play, Suonare. Giocare. Vivere.

Dave Grohl, Play. Official Video.

 

“PLAY” by Dave Grohl celebrates the rewards and challenges of dedicating one’s life to playing and mastering a musical instrument. Part one opens with narrated behind the scenes footage featuring discussion of the love of playing music and the lifelong relationship with an instrument, and detailing the process and challenges of recording and filming this unique performance. “PLAY” film then segues to the titular 23-minute, one-man-band instrumental recording on which Grohl plays all seven instruments on the track, all live.

 

Il nero va su tutto.

Torino. Museo Egizio. Prima visita, per me. Museo emozionantissimo. Il saluto del direttore Christian Greco che parla con reverenza di questa straordinaria collezione che è prima di tutto una straordinaria opera di diplomazia compiuta da Bernardino Drovetti, diplomatico italiano in forza alla Francia. Una collezione con i sacri crismi del nazionalismo ottocentesco, quando nazione faceva rima con ‘speranza per tutti’ (e non esclusione degli altri).

L’audioguida è molto interessante, propone anche degli approfondimenti da parte di studiosi, in lingua originale. Mi bevo quelli in francese e in inglese senza battere ciglio, ascolto con attenzione quelli in tedesco e ogni tanto sbircio i sottotitoli.

Entro nell’ennesima stanza (se non ricordo male, la terzultima). Dopo un’ubriacatura di stanze, sarcofagi dai molti colori, statuette funerarie, mummie, false porte, canopi e statue gigantesche nella sala dei re, un lampo nero cattura il mio occhio. La semplicità e la potenza della semplicità. “Grovacca!”, penso subito, “questa sì che è un sarcofago”. La sua superficie liscissima fa il resto, mettendo a suo modo un punto fermo a questa collezione. Tutto bello, per carità, ma il mio cuore è rimasto in quella stanza, in un canopo di fianco a quella nera bellezza. Gemenefherbak mi sorride sornione. Lo fa da un’eternità. E sono sicuro che continuerà. Per forza, anch’io sorriderei con un coperchio così.

(c) foto mia, 24 giugno 2018

p.s. è stato un weekend intenso, cominciato con il Kosovo che vince con la Serbia e poi continuato alle 00:30 della note tra venerdì e sabato con la Milano Linate Night Run, corsa di 9,75 km dentro l’aeroporto di Milano molto suggestive, dove il nero e la penombra imperavano. Buono il rilevamento cronometrico 43’07”.

 

Parts Unknown

«E’ con immensa tristezza che confermiamo la morte di un grande avventuriero e di un grande amico». (Eric Ripert, parlando di Anthony Bourdain)

 

Parti sconosciute.

 

Questo post segna la mia sparizione dalla scena almeno per un po’.
Infatti, proprio come non conoscevo Anthony Bourdain (che presumibilmente si è ucciso), mi viene da pensare: non conosco così bene me stesso. Non così bene da scrivere tutti i giorni qualcosa di originale. Forse nemmeno lui conosceva così bene se stesso.

 

 

Sarà meglio conoscermi un po’ meglio. Capire cosa voglio scrivere, dopo aver dimostrato di poter scrivere tutti i giorni per un paio di mesi. Ora devo dimostrare che posso somigliare a me stesso.

La mia parte l’ho fatta, ora mi toccano le parti sconosciute.

 

All this is disappearing, all this could be gone, it’s vanishing before our eyes” (Anthony Bourdain, last episode of Parts Unknown, Jun, 3 2018)

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