Sic Transit Gloria Mundi

“alla riscossa stupidi che i fiumi sono in piena potete stare a galla”

 

Questi due, Matteo e Luigi, tanto hanno fatto e brigato che ora il loro contratto di governo è finalmente governo (o quasi).

GloriaMundi

 

A che prezzo? Quando già dalle parole usate (contratto di governo) si evince una totale adesione all’immaginario aziendalista e non una stilla di respiro rivoluzionario (tanto decantato ma soffocato nelle stanze dai travet à la Toninelli, concentratissimi a scrivere il programma come un compitino sotto dettato).

A che prezzo? Quando le macchinazioni in atto (oscure, nascoste) non si discostano per nulla, nello stile, da quelle di colui che è vissuto come un padre politico scomodo – ovviamente, un padre nascosto; un padre da cui allontanarsi mediaticamente ma di cui prendere eredità e “macchina politica”.

L’anagramma dei loro cognomi dà “Anima di Silvio”. Il programma è un coacervo di illusioni da “secessione dalla realtà”, da pars destruens di una nazione. E adesso pure la faccia del nuovo premier somiglia tanto a quella di un giovane Silvio alle prime armi.

 

Q U E S T A   N O N   È   U N A   E S E R C I T A Z I O N E

 

Guardate bene il sorriso, il suo ammiccare ai poteri che gli permettono di essere lì a rappresentare la nazione. Guardate la mise, i colori così ben coordinati, le bandiere. Pare che il partito della nazione sia qui. Pare che l’anima di una democrazia pelosa, eterodiretta e corporativista, votata all’autarchia e giocata sulle paure delle classi sociali più deboli ed esposte, stia svelando finalmente il suo soffocante ghigno di morte.

 

Sic Transit Gloria Mundi.

Up Patriots To Arms!

 

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Il Principio Speranza

Mi ricordo di questo titolo. Mi ricordo del mio tentativo (venti e passa anni fa) di leggere questo pluri-tomone di Ernst Bloch (1885-1977) che si chiedeva in soldoni chi siamo da dove veniamo dove andiamo e cosa ci aspetta. Ma lo faceva dalla prospettiva filosofica marxista, ed io ero privo di formazione in tal senso. Ogni tanto mi mettevo in mente di leggere cose impossibili (per me), ultimamente ho smesso di farmi del male da  solo.

Who are we? Where do we come from? Where are we going? What are we waiting for? What awaits us? [1]

Scendendo più in basso nella gerarchia dei massimi sistemi, recentemente ho condotto un assessment del mio carattere. Su 24 caratteristiche fondative del profilo caratteriale umano (ref. Seligman, VIA Insitute), nel mio caso la Speranza occupa la 24esima posizione.

Many only feel confused

Un po’ mi ci ritrovo, non è che la mia visione del mondo sia così pienadi speranza. Ma comunque pensavo che si attestasse a metà classifica, mica ultima! La prima cosa che ho pensato è che non avessi capito bene le domande. Vedere nell’assessment la Speranza dietro la Leadership (che non ho) e il Coraggio (di cui sono ampiamente privo) mi ha fatto una certa impressione. Vorrei spezzare una lancia in favore della mia predisposizione alla speranza. La mia capacità di sperare va a ondate. E ogni volta devo avere un bel coraggio per tirarmi fuori da certi pozzi bui in cui cado.

Oggi non scrivo nulla

 

C’era un tempo (nemmeno troppo tempo fa) in cui pensavo che dovessi covare le mie idee di scrittura, centellinarle e darle al mondo come se fossero una summa theologica.

Niente di più sbagliato: in quel modo l’unico effetto che ottenevo era quello di innamorarmi delle mie idee senza poi provarle nel ‘mondo reale’.

 

istruzioni per caverna mentale 2

 

 

 

 

 

 

Ma se mi innamoro delle mie idee e non le “faccio uscire” al duro vento del confronto, queste possono diventare ossessioni (ora sto esagerando) oppure semplicemente pregiudizi che bloccano solo me. Nessun effetto sul mondo esterno. Quindi, regola numero uno che ho imposto a me stesso è: butta fuori tutto. Ovviamente, nel rispetto dei sani principi di rispetto per tutti gli esseri viventi. D’altronde i vari regolamenti sui social riguardanti questo punto non sono altro che buon senso. E poi io posso parlare solo di me stesso, della mia esperienza ed al limite potrei anche solo essere irrispettoso verso me stesso (e lo sono stato spesso). Idee ne abbiamo? Sì, ma questo non è un blog che vuole far cambiare idea a qualcuno, ma piuttosto è un blog che vuole mostrare il flusso di coscienza (non avrebbe senso un post come quello di domenica scorsa, altrimenti). Qualche idea traspare, brilla qua e là, principi morali, valori fondamentali, Grundgesetze. Il mio amore per la corsa, il mio amore per le lingue, la mia eterna sconclusionatezza, il mio buttarmi giù. Tutte cose misurabili (magari per qualcuna di esse, misurabili da uno bravo).

Però oggi…

1) butta fuori tutto

 

... oggi, mi sono trovato nella condizione di non aver nulla da scrivere.

Per questo ho scritto.

Perchè in questo mese (da inizio aprile, anche se nella prima metà di aprile ho saltato tre giorni, confesso ma il volano si stave mettendo in moto allora) ho capito che più mi faccio sentire, più gli altri capiscono chi sono. Più persone possono magari trovare qualche tratto che piace in quello che scrivo, un’idea, qualcosa su cui confrontarsi.

Insomma, se uno vuole dirsi blogger deve bloggare. Poi può anche capitare che uno diventi scrittore, perchè scrive tutti i giorni, senza posa. E se uno vuole dirsi se stesso, deve esserlo ogni giorno.

In questo mese ho scoperto che gli argomenti non si esauriscono, anche oggi che non avevo nulla da dire, in realtà ho scoperto che avevo queste cose da dire. E ve le ho dette, anche perchè ormai la mia cadenza giornaliera fa sì che ci sia sempre qualcuno in ascolto.

Visto che ci siamo, approfitto per ringraziare tutti coloro che mi leggono, perchè stanno dando grande fiducia a ciò che scrivo. Pensano di poter trovare qualcosa capace di aggiungere un valore (anche infinitesimo) alle loro vite.

Se non dovesse essere così, fatemelo sapere. Cercherò di continuare a scrivere, ma nella prossima fase, vorrei che la mia scrittura mi aiutasse a crescere ed essere uno strumento di indagine per portarmi verso nuove vette della consapevolezza.

 

Come nota finale: vedete come la mia passione per la montagna esce come un flusso costante. Su fb ho appena pubblicato un post che recita così:

Istruzione per uscire dalla caverna mentale: 1) smettere di guardare le ombre che il mio essere riflette sulle pareti della caverna; 1bis) STOP THINKING ; 2) girarsi verso l’imboccatura della caverna, 3) raggiungere l’uscita; 4) non fermarsi se non ci sono maniglioni antipanico; 5) iniziare a scalare la più grande montagna: se stessi 6) JUST DO IT #CharacterStrengths #TakeAction

 

 

Kintsugi

I should listen more to Eastern Philosophy. One of the ideas is that of Kintsugi, the meaning of which is golden (KIN) joinery (TSUGI).

 

Kim Jong-un and Moon Jae-in meet in Panmunjom, South Corea, April, 27 2018
(Korea Summit Press Pool via AFP/Getty Images)

 

The point is to repair things adding value to the process of repair and, in this way, to things themselves.

 

We are all in some way broken creatures.
But we too can be put together again and still be loved despite our many evident flaws.

 

This is the process I ought to follow: putting myself together and showing scars that run on my body and in my mind.  Maybe I’m already following it, but I have to learn to be consistent to it.

Thank you for loving me.

The A Team

 

Fuori è troppo freddo perchè gli angeli volino.

Premessa: il testo di The A Team è poesia. Ed Sheeran l’ha scritta quando aveva 18 anni e aveva visitato un rifugio per senzatetto ed era rimasto colpito dalle storie che aveva sentito raccontare. In particolare, la storia di Angel, una senzatetto, e una storia di crack.

La versione di Ed Sheeran la butta lì in un ritmo quasi frenetico, un po’ trattenuto ma non troppo. Al primo ascolto, mi ha fatto quasi pensare a una ballata country. Andiamo incontro al nostro destino in velocità e abbiamo bisogno di stimoli positivi. Dobbiamo fare, fare fare. E pagare l’affitto. Cercare di nuotare e almeno rimanere a galla. A volte, tempo per la poesia non c’è proprio. E ci cacciamo in vicoli ciechi.

La versione di Birdy esprime una drammaticità molto maggiore, il ritmo è più lento e la voce è più straziante, come a rappresentare il dolore della protagonista.

Io non so se questo sia dovuto al carattere dei due musicisti, e in ciò magari pesa l’indole diversa, o al fatto che si voglia costruire anche una loro immagine in un certo modo. So solo che Birdy qui la fa da Sturm und Drang. Tempesta e impeto. Potenza vivificatrice, rivoluzione.

Insomma, ci si gioca il tutto e per tutto nella versione di Birdy, in difesa di qualcosa che poi difendibile non è.

“E ancora maggiore onore è loro dovuto
se prevedono (e molti lo prevedono)
che alla fine apparirà un Efialte
e i Medi infine passeranno.”

Kostantinos Kavafis, Termopili

Been this way since eighteen…

Potete anche piangere, se volete. A volte serve.

“It’s too cold outside
For angels to fly
Angels to fly, fly, fly
Angels to fly, to fly, to fly
Angels to die”

 

 

“‘The A Team’ came from an experience I had when I did a gig at a homeless shelter”, says Ed Sheeran of the song. “I was 18 at the time and kind of quite naïve. So, I was a bit taken aback by some of the stories that I heard. I got home that night and I just wrote a lot of the lyrics. I wanted to write it so it sounded kind of upbeat, so you wouldn’t really know what it’s about, because it’s quite a dark subject.” [1]

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