Angelicare

Questo post contiene un inserto dedicato alla corsa, due paragrafi prima dell'immagine.

Lo stavo per fare ancora. Ancora più grave, stavolta avevo già pianificato la pubblicazione di un pezzo che era un delirio. Insomma, pare proprio che come editore sto facendo passi da gigante, revisiono le mie scritture con un sano piglio commerciale. E mi dico: “ma queste minchiate, a chi vuoi che interessino?”

Ma non perchè non mi reputo all’altezza, ma proprio perchè dal punto di visto della fruizione letteraria sono l’equivalente di un lassativo. Non vi preoccupate, questa non è bassa autostima: è che mi voglio troppo bene. Magari le idee sono anche buone, ma poi sulla carta si inceppano. Prima di scrivere quei pezzi, mi sa che devo pulire la canna fumaria, se no rischio che mi intossico di nuovo.


Invece non ho problemi a parlarvi della mia corsa. Stamattina, ho totalizzato 16 chilometri abbondanti, in due tranche. Li avrei fatti anche tutti attaccati, ma poco dopo il 10° chilometro ho avuto una “sosta fisiologica forte”. Meno male che, presentendo la cosa, mi ero aggirato per campi che dalle mie parti abbondano. E meno male che deiezioni e carta sono biodegradabili. La seconda parte (della corsa) è stata più dura perchè un po’ non aveva senso farne troppi, ora che ero stato interrotto. Il bimbo capriccioso che è in me avrebbe voluto farne altri dieci, ma il vecchio saggio (il corpo) ad un certo punto ha detto: basta.

Si tratta comunque di una corsa di 16K, che arriva 72 ore dopo quella di 20K (il lungo catalogo di oggetti). Oggi non ho registrato nulla, perchè ero impegnato nella lotta contro i fantasmi del passato. Il pezzo di ieri (quello che non uscirà) era sui fantasmi del passato. Sul fatto che ad un certo punto della vita io mi sia ritenuto uno scrittore, sul perchè avevo questa idea e come avrei voluto superare la cosa. Ma come al solito lo scrittore scarso che risiede in me aveva reso la faccenda quasi farsesca. Ad un certo punto, spuntava addirittura una favoletta, in forma di mito. L’estremo tentativo della mia mente di rimanere attaccato al passato così com’è. Patetico. 

Sentite qua invece cosa penso di dire venerdì, prossima seduta. La scena la immagino così.

“Guardami ben! Ben son, ben son Beatrice! Son Beatrice Benson”

Centro servizi benessere. Diciamo olistico, nel senso che affittano lo spazio a insegnanti di pilates, yoga, ginnasti posturali, fisioterapisti, strizzacervelli soft-core e chi più ne ha più ne metta.

Io aspetto in corridoio. La porta dello studio si apre e la doc mi invita ad entrare. Mi stringe la mano e mi chiede come va.

Io la saluto sorridendo e dico: Così. Prendo tempo e mentre mi siedo aggiungo, la settimana non è andata come pensavo. Credevo di essere efficiente, di capire cosa volevo fare e trovare addirittura un posto di lavoro giusto per me. Mi pareva di avere tutto quello che mi serviva.

Lei lo sa che non è così, mi fa lei accomodante, e che ci vuole tempo con queste cose.

Poi la guardo dritta negli occhi e le dico, Oggi le devo confessare una cosa.

Mi dica, fa lei sorridendo e con una certa curiosità. Questa non so mai se sia simulata o veritiera. Propenderei per il veritiero, o quanto meno gli psicologi vengono allenati a sentire di tutto e fanno meno fatica a simulare.

Quante volte ho pensato che per lei le mie sedute devono essere una palla. Tipo che pensa che in fondo questo è l’ennesimo caso di crisi della mezza età. Tipo che la mattina, quando si rende conto di chi arriverà all’una, si fa un appunto mentale della sciagura e magari si concede un cioccolatino o un caffè in più. O magari lo prende come esercizio spirituale.

Ma questo lo penso io. Credo invece che lei sappia come stanno le cose. Insomma, questi uomini ci girano sempre intorno e poi vanno sempre a finire lì.

Dico, Non sono stato sincero, nonostante mi professassi tale. Oggi le dico perchè mi considero uno scrittore. Cosa che, detto per inciso, non è affatto vera.

Ok, vediamo un po’

Cioè, ero sincero, mi pareva di esserlo, ma ora mi rendo conto che finchè non ammetto tutto, non potrò mai esserlo.

A questo punto  un po’ di disagio trapela dai suoi occhi, ma è talmente sfuggevole che è solo una mia sensazione. Il fatto è che per ora ciò che gli ho detto erano robette e registra per la prima volta dell’attività nel mio cervello.

Mi sa che il quieto vivere di cui le parlavo la scorsa settimana l’ho proprio assorbito bene. Non mi ha permesso di vivere una vita sentimentale sana. Cioè, con un mio amico ne abbiamo sempre parlato: lui le vaiasse e io le eteree.

A questo punto vedo che l’attenzione della doc è ben presente, anche con una punta di allarme.

Direi più che cercarle eteree, io le donne le rendo angeli. Da quelle che mi piacciono veramente tolgo subito la sensualità, non posso permettermi che rovini il rapporto, la quieta contemplazione. Se fosse un titolo di un film, sarebbe ‘L’angelicatore di donne’. Suona molto serial killer, mi rendo conto, ma non ho altro modo per descriverlo.

Le donne che scelgo non sono tutte eteree, e qualcuna sarebbe passata volentieri ai fatti. Sono io che le uso come statuine di un presepe, in una mania di collezione. Io colleziono santini di donne angelicate, tutte nella mia testa. Non mi posso turbare, da lì. Ho pensato molto questa settimana e ora so che ho fatto così da sempre. Tranne una volta.

Lascio il tempo alle labbra della doc di dischiudersi in uno stato di pre-ansia. Quello inferiore ha una specie di abrasione che non va mai via, un avvallamento che lei copre accuratamente con il rossetto. Le piacciono i toni sul rosa.

A questo punto sparo a bruciapelo, Circa venticinque anni fa ho seppellito una tizia. Ancora viva. Lei scriveva bene, ora vive dentro di me.

Annunci

2 risposte a "Angelicare"

Add yours

What your verse will be?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

The History of Parliament

Blogging on parliament, politics and people, from the History of Parliament

BieFfe Stories

Lasciati scrivere da un tratto di penna, come nel migliore dei romanzi

La mia visione della vita

Meglio sovrani all’inferno che servi in paradiso

American Intelligence Media

Citizens Addicted to Truth

Chaotic Shapes

Art and Lifestyle by Brandon Knoll

Podologia e Biomeccanica

Sport, biomeccanica e podologia generale

almerighi

amArgine come sempre

mezzaginestra

Cultura? Pop e piano, sir.

EPOCHE' (fotoblog di francesco)

"Io non dischiudo nè nascondo ma al contrario faccio vedere" (Eraclito)

Creando Idee

Idee e articoli per rendere meravigliosa la casa

Ilmondodelleparole

Una parola è un respiro

Pensieri spelacchiati

Un piccolo giro nel mio mondo spelacchiato.

We Who Run

for the love of running and fitness

Silenzio Fotografico

Fotografie che fanno rumore, in silenzio.

Insurgent art.

Stimoli e idee per un nuovo mondo.

O' Canada

Reflections on Canadian Culture From Below the Border

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: