Progressivo e scivoloso

“Pain is so close to pleasure”

Il titolo di un canzone di tanto tempo fa. Pensavo così, salendo sul ponte pedonale che costeggia il famigerato Ponte degli Specchietti, chiamato così per via della larghezza insufficiente della sede stradale che generava spesso collisioni tra i retrovisori delle macchine. Ora non più, perchè è stata allargata. Slippery when wet.

Pensavo: “questa passerella deve essere pericolosa con il ghiaccio”. E non sapevo che di lì a poco avrei aggiunto il grado di pericoloso anche quando è semplicemente bagnato. Pensavo anche al verso “scivola scivola ghiaccio sulle cose la tele dice che le strade son pericolose” del Cherubini.

La tabella (che seguo non fedelmente ma abbastanza da ricalcarne gli aspetti fondamentali) prevedeva un allenamento 18K progressivo 6K CL (5’15” circa), 9K CM (a 5’00” circa) e poi 3K a Ritmo Gara (che ho impostato a 4’44” per il famoso obiettivo della mezza sotto l’ora e quaranta). La stavo seguendo bene, nei primi 6 chilometri frenandomi spesso, nella frazione successiva frenando un po’ meno fino a che è successo che sulla passerella in discesa leggermente bagnata stavo andando sui 4’10″/k e mi è scivolato il piede d’appoggio.

Mi sono rialzato in fretta, dicendomi più volte “che coglione che sono”, “me l’ero anche detto che poteva essere pericoloso” e poi cercando una soluzione a quel mio stare fermo. A parte far rientrare il mignolo della mano sinistra nella sua sede naturale (infatti mi pareva un po’ storto) e tenerlo fermo, non avevo molti mezzi per affrontare la cosa. Per il resto ero tutto intero, a parte qualche botta che ha palesato il dolore più tardi (anche la mattina dopo) sul lato destro del corpo. Ero a 6K da casa. Ho pensato: fermo quella macchina, fermo quel taxi, vado alla portineria centrale di S.Felice, entro allo Sporting Club Marconi, mi faccio soccorrere. Ho fatto: ho ripreso a correre trasformando il 6 9 3 in un 6 6 6 (idealmente). Che bestia! Ho iniziato a correre a 4’40” e per quasi tre chilometri ho retto quel ritmo.

Ho fatto bene a continuare a correre, perchè ho saggiato la mia condizione molto buona. Se infatti avessi corso il progressivo 6 9 3 (senza cadere! LOL) sarei riuscito a portarlo a termine decentemente (e finalmente frenando il mio istinto di correre come un ossesso). In realtà ho corso solo 16K perchè dopo il 3° K  veloce, il mignolo sinistro ha iniziato a farsi sentire e sono ricaduto a 5’/k nel quarto chilometro, decidendo di fermarmi a 1000 metri da casa.

Era da tempo che non sentivo l’impulso al vomito (e dire che di solito lo sentivo per altre ragioni) ma devo dire che il dolore in un paio di occasioni nella mattina mi ci ha quasi portato.

Ora il mio mignolo è gonfio e duro. Ieri mentre era caldo l’ho mosso parecchio e quindi non è rotto o altro. Sono grato a me stesso per la presenza di spirito per aver tenuto duro e corso lo stesso, controllato il dolore e attivato il dito “finchè era caldo”. Come ho già detto a qualcuno, i 5K finali di ieri valgono doppio, magari sono quello step mentale che mancava per capire che si può andare oltre. Oltre il dolore, oltre la soglia, oltre la Zona.

Ah, e comunque. Avete presente i ponti di Madison County? Dico, l’architettura di quei ponti non la mielosa storia d’amore del libro (peraltro letto e piaciuto)… Ecco, il ponte pedonale allo scalo ferroviario di Segrate ne può rappresentare degnamente un extended version. Puoi correre per un buon 600-700 metri sul legno, sotto una copertura di legno. Perchè in fondo ieri avrei dovuto fare due giri di Idroscalo e invece ho deciso di puntare verso nord e conquistare Segrate F.S. e quel ponte. Come direbbe il buon Freddy: “Pain is so close to pleasure”.

 

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4 thoughts on “Progressivo e scivoloso

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