Cagatoio n.5

A metà tra Chanel e Vonnegut. Definirei così l’ultima mia uscita di corsa. Domenica, ore 10 del mattino, dopo aver tirato il pacco al mio amico Francesco di correndosulnaviglio (perchè correndo si va avanti) e non essere andato a Opera. So che non è … Opera sua, questa cosa. Il titolo, che riporta già ampio significato di ciò che è successo, me lo sono tirato addosso io. Quando si esce a correre pieni, si rischia grosso. E solo la presenza di spirito – che mi fa dirigere verso il blocco servizi numero 5 dell’Idroscalo – evita il peggio.

 

idroscalo3

Uscito alle 10 circa, dicevo, di una bella domenica maggiolina. Caldo allucinante e corpo decisamente non allenato. Primi tre chilometri allegri (4’45” circa) e mettiamoci anche il 4° allegro. Verso il 6° chilometro della mia corsa (al giro intorno alle baracche delle canoe, lato nord dello scalo, appena prima della salita per chi come me sta girando in senso orario) inizio ad accusare una certa pesantezza. Penso che questa pesantezza sia legata alla giornata intense (emozioni, cibo, vino) del giorno prima e al generale calo del numero di allenamenti in questo periodo. Ma quella, la pesantezza, non ci crede e non desiste.

Arrivato al chilometro sette, la questione si palesa in modo diverso. E mentre mi dirigo nella zona di bosco lato est dell’Idroscalo, ho una visione: un blocco di servizi su cui campeggia un 5 gigantesco. il Cagatoio n.5 sarà la mia salvezza?

Entro circospetto e trovo un ambiente asettico, piastrellato in bianco, un quadrato di 8 metri per 8 sui cui lati ci sono: alla mia sinistra, le turche di cui solo una con porta, davanti i lavandini, alla mia destra i più Occidentali’s WC. Scelgo la turca con porta, con tutto ciò che comporta (cioè essere l’unica usata veramente, mentre le altre conservano un lindore soprannaturale). Il bianco tutto intorno mi fa pensare alla stanza di un macello comunale dove il sangue deve scorrere via veloce, e la ceramica bianca deve rimanere limpida dopo l’uso.

Mentre sono lì penso che 7,5 chilometri non sono abbastanza. Uscito dal blocco, mi metto a correre (più leggero) ma sento subito che qualcosa non va. Infatti sarò costretto a fermarmi dopo altri 3,5 chilometri (dopo essere passato sul ponte di legno all’isola delle Rose) per il caldo eccessivo, fare due chilometri a piedi sospinti (funzione Camminata del Garmin attivata) per poi decidere di correre l’ultimo chilometro, dopo essere stato superato da un altro runner. Totale, ho fatto anche la figura dello stronzo perchè ho tirato, superandolo dopo 300 metri e andando a 4:40, 4:35: 4:30. Un ultimo chilometro con i fiocchi, visto l’andamento generale della seduta (alla fine risultata di 12K…. spezzettati).

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4 risposte a "Cagatoio n.5"

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