E certe volte anche alla sfiga

“Resistere agli urti della vita? Sì, grazie” (da un adesivo ecologista e introspettivista)

Iscriversi alla Stramilano 2017 e rimanere bloccato alla spalla destra per la cervicale è stato un tutt’uno. Lo interpreto come un segno: il segno che tutto va bene. Infatti il corpo si è definitivamente ribellato alla mente. Era tempo che lo facesse!

Il corpo non accetta le cazzate, insomma…

– e vedi di non fare più una pirlata come 23K quando non è il caso nè il timing giusto. Capito?
Dopo questa sfuriata, la mente si ritrasse per due giorni in anfratti bui e maleodoranti, la cattiva coscienza, mentre il corpo si rivolgeva al T.A.R. del Lazio

Per due giorni, il mio sostegno psicologico VERO è stato preparare le verdure che c’erano nel frigo. Melanzane, spinaci, ho preparato anche l’hummus (ma i ceci della COOP, dioscampieliberi!, gonfiano la pancia da far male).
Ho letto un po’ del mitico Danilo Mainardi (L’uomo e altri animali) e un po’ di Lisa Scottoline (Guarda ancora).
A livello di nome non ancora classificato se “Scottoline” mi ricorda di più una polizza auto online o un asciugatutto venduto nei supermercati veneti. Ma aldilà di questo, beh, Lisa tiene su bene la tensione, in questo thriller, ma arrivo dalla lettura di Misery (Stefano Re), de Il talento di Mr Ripley (Patrizia Altofabbro) e Running Dog (Donato Delillo) e la Scottoline paga un po’ pegno. Mi spiace quando divento posh (o choosy, se preferite)  mi fa odiare le letture, soprattutto quella di Delillo che sembra confermare le paranoie che girano nella mia testa.
Ho visto un po’ di TV, anche, a segnare il momento anormale in cui cado quando sono a casa in malattia. Non devo permettere alla mente di vagare (ma anche divagare) libera, la devo ancorare a qualcosa di reale. Altrimenti è finita.

Steve Martin e le sue vertebre

Steve Martin e le sue vertebre

Che poi la cervicale non c’entra direttamente con l’allenamento di sabato, ma è stata originata da un movimento delle braccia e delle spalle. Va così: la sera di sabato la mia dolce metà dice che sono incriccato, “va bene l’allenamento della corsa, ma ci vuole anche flessibilità”. Altrimenti il cribro darwiniano è pronto per me (NdA. il “cribro” l’ho dovuto mettere assolutamente in questo post dopo averlo incontrato sul libro di Danilo Mainardi)

E io le ho dimostrato che flessibile non sono. Mi spezzo ma non mi piego. Lo prendo come ammonimento (e anche un po’ come ammonizione). Tornando alla vertenza Corpo – Mente, 1 – 0 palla al centro. Quando torno in azione – presto comunque – mi concentro sulla mezza. Basta stramberie. La mente, alla prossima ammonizione, salterà il turno successivo.

Ave cursores, pectoralis 2222 vos salutat.

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3 thoughts on “E certe volte anche alla sfiga

    • Fortunatamente è passata (ed era la mia “prima volta”)… e sono tornado ai livelli di prima. Sabato ho fatto un sontuoso giro di 26.8 in 2h13 che mi pacifica con la condizione. Ora ho tutto, certificato, pettorale, runcard, ho riavuto indietro il collo… Dovrei proprio farcela. Vedremo che tempo spunterò 🙂

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