Wham!

“Le regole della casa del pigro”, questo era il titolo che avevo pensato per questo post. Ma poi… “Wham!”… Un’ondata di tristezza mi ha pervaso. E non mi importa delle chiacchiere superficiali (sbadate?, malaccorte?) di voi che potreste fraintendere.

Ieri non ho postato il mio allenamento su fb, quella breve frase che di solito mando appena concludo i miei allenamenti. Perchè prima che lo potessi fare, una notizia (l’ennesimo R.I.P.) mi ha sconvolto. Lo so che in confronto alle atrocità che riempiono il mondo, quella che sto per dire è una inezia. Ma ci sono molti modi in cui i nostri piccoli mondi possono crollare. Ed uno di questi modi è sapere che George Michael è morto, all’età di 53 anni. Con iI 2016 che è stato a livelli di necrologi di musici, non avrei mai pensato di rimanere così impressionato dalla morte di Georgios Kyriacos Panayiotou. Ma ripensandoci, mi sono accorto di quanto le sue canzoni avessero spesso coinciso con lo Zeitgeist, soprattutto negli anni ’80 ma anche nei ’90, che poi erano i decenni d’oro (che ce li ha più 20 anni?). E riascoltare Last Christmas alla Vigilia… quello che è il pezzo per cui George rimarrà nella memoria musicale, anche se il suo repertorio era più vasto di questa canzone apparentemente leggera. Quella sensazione dolceamara della vacanzina in una baita in montagna con amici e amiche, dove porti le tue speranze e le tue paure… Insomma, non lo so, morire proprio di ‘sti giorni ha proiettato questo  personaggio straordinario, straordinariamente generoso, in una teca tutta sua, santo laico del Natale, protettore di tutti i ragazzi e ragazze che frequentano baite innevate in montagna e di tutti quegli altri che ci vorrebbero tanto andare. 

A questo punto mi converrebbe scrivere un pezzo sull’allenamento sulla neve, ma qui tocca una cesura netta. Che poi si riallaccia alla sensazione di essere in una bolla fuori dal tempo (come in una baita in montagna etc etc). Beh. Bisogna rivoluzionare tutto ciò che ci tiene legati alla poltrona, all’idea di immobilità, all’idea che il pranzo di Natale può durare all’infinito e che la chiappa non si scolli dalla sedia. Le regole della casa del pigro fanno rima con le bontà che si assaggiano, gli sciroppi d’uva che tanto volentieri si assaggiano; ed hanno bisogno di essere sconvolte da una fresca onda di energia. Il che può essere anche semplicemente costringersi ad alzarsi da tavola e sparecchiare, molto sportivamente e attivamente, solo per poter lavare e riapparecchiare per il turno dopo. Oppure decidere di inframmezzare pranzi e corse.

In questa ottica di consumo KCal, oltre che per la mia ricerca della felicità nell’atto della corsa, a Santo Stefano ho corso 15K (in 1 ora e 17 minuti) che fanno un bel paio con le ripetute della Vigilia (tanto pubblicizzate e però effettivamente sostenute) e mi sostengono nel’idea di esserci, nella corsa. Quello che devo fare è non mandare tutto in baita pensando di strafare, ma considerare una regolarità sostenibile ancora per un po’ (2 allenamenti a settimana, inserendo un terzo per vedere l’effetto che fa) e fare entrare la corsa nella routine della mia vita. Mai più senza. Bisogna avere fede (‘Cause I gotta have faith).

Comunque, ripensando a Michael mi piace ricordarlo come da foto, per dirvi dell’epoca in cui avevo vent’anni.

george_michael

 

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5 thoughts on “Wham!

  1. George Michael era praticamente inattivo dal 2004, ma nessuno di noi se n’era accorto, perché le sue canzoni non sono mai scomparse dalla circolazione. E non mi riferisco soltanto a Last Christmas (ormai divenuta un classico delle canzoni di Natale), ma a tutta la sua discografia, che ha continuato a venire trasmessa anche quando la musica è passata dall’era dei cantanti a quella dei dj. La musica di George Michael è immortale, e continuerà ad accompagnarci anche molto tempo dopo la sua morte.

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