Le intermittenze della dieta

“they give you this but you pay for that”

“Vi abbraccio tutti”. Questa frase starebbe bene in un biglietto di un suicida, ma ci arriviamo dopo.

Correre oggi è stato strano, perché non era previsto: precisamente la sensazione è come quando uno vede uno squarcio di azzurro e di sole (magari alle cinque del pomeriggio) dopo un continuo grigiore. Beh, i pensieri si affollano verso l’uscita, verso quello squarcio. Così ho fatto io. Nel weekend erano previsti lavori in casa e quando mi sono reso conto che intorno alle 11 e trenta della domenica avevo risolto un po’ tutto, è stata una sorpresa. Un giochetto da ragazzi mettersi scarpe, pantaloncini e maglietta verde della Graifenseelauf (ah, c’è quello con la maglietta verde,  dirà chi mi vede sfrecciare verso il Carengione). Visto che ora mentre scrivo si è messo a piovere, direi che ci ho dato dentro con la serendipità, col qui-e-ora, col vai dove ti porta… Il tempo era perfetto, appena velato con qualche sprazzo di sole, ma non troppo che si trattava pur sempre di mezzogiorno!.

Circuito

Se guardate l’immagine, cosa salta all’occhio? Non è uno di quegli esercizi per la mente quantica, ma se cliccate andate su garminconnect. Qua, non ci son cazzi. Salta all’occhio che manca un pezzo per concludere l’anello. La mia idea malata era legata alla frase iniziale. “Vi abbraccio tutti”. Prima che dal chilometro 8 al 13 mi venisse in testa “Hey hey my my” (colpa del mio gruppo, ne facciamo una versione molto dura, into the deep dark, diciamo), la mia mente era occupata dalla frase “Vi abbraccio tutti” e non intendevo suicidarmi. Intendevo abbracciare nella mia corsa i parchi: Carengione, Malaspina, Besozza, Idroscalo (che puttanaio oggi, se mi si concede il francesismo, c’era il Red Bull Flag non so che con tanti macchine volanti che manco Leonardo!) e per finire il Forlanini (oggi tutto sommato in tono minore, con pochi raduni oceanici, uno proprio sotto il ponte viola). I primi tre parchi erano quasi deserti, forme di vita intelligente che se ne tornava a casa per pranzo e qualche runner che avrebbe fatto lo stesso. Non come il pazzo che mentre correva i primi 3 o 4 chilometri ha deciso di uscire dalla zona di comfort (Beh Paola, ce l’ho fatta sicuramente) e provare l’ignoto: il collegamento tra Besozza e Idroscalo, che è risultato un po’ deludente a dirla tutta, anche se non mi aspettavo granché, si è di fianco alla Rivoltana. Però questo fatto dell’uscire dalla zona di comfort è positivo: ho corso a mezzogiorno, che di solito io “no mio dio non posso, mattina presto assolutamente” se no cosa succede e poi mi sono detto “massì dai puntiamo ai 25K”. Non era assolutamente detto che ci arrivassi (e infatti non ci sono arrivato).

Bene, ho abbracciato tutti. L’ho fatto, ma poi stavo per rendere l’anima – me l’hanno data in prestito – quando ho superato il ponte camminando (chilometro 17) e ho riprovato a correre. Non sono riuscito a tenere più di 200 metri, così fino ai 19,30 ho di fatto camminato. Poi ho convertito la corsa in camminata sul Garmino. Mentre percorrevo viale Rimembranze di Linate, ricordandomi quanto posso essere coglione a buttarmi in certe imprese, ho individuato il problema. Era finita la benzina. Ora mentre camminavo sotto glia lberi e passavao davanti a Sant’Ambrogio (sempre a Linate) ho fatto due calcoli e praticamente ieri ho mangiato: una tazza di cappuccino e qualche biscotto (fin qui tutto normale); a pranzo due biscotti e un cucchiaio di zucchero, che non avevo tempo che dovevo finire la prima mano e poi dovevo sostenere un colloquio via skype alle 15; la sera, dopo aver finito la sessione pomeridiana di lavori, mi sono messo sul divano a guardare Portogallo-Austria (CR7 mi sta sulle balle, ma credo di non esser l’unico qui) ma poi su canale 5 davano Il Diavolo veste Prada e quindi ho preferito guardare quello (anzi, ho preferito Anne), girando sulla partita alle pubblicità. Ho trovato fantastico pensare che Ronaldo sarebbe stato bene nel film, magari come assistente di Miranda. Torniamo alla dieta: Avevo con me un fondo di scamorza affumicata, mezzo barattolo di carciofini sott’olio e una bottiglia di Cabernet Sauvignon Tenuta Ca’ Vescovo che va bene che sono solo a casa ma non è il caso di buttarsi giù.

Ora, facendo un paio di calcoli, con il fatto che ho pitturato qualche parete, fatto cose (ma non visto gente), e lavorato in genere, la bilancia energetica era in pari. Ero abbastanza scarico. Anche venerdì non avevo mangiato granché. Certo che gli uomini di mezza età con famiglia da soli non ci sanno proprio stare, o meglio tornano a uno stato adolescenziale (io quando ero giovane, se mi capitava di stare a casa da solo mangiavo pane e bevevo birra, punto e stop. Che poi era meglio così, perché se partivo con gli esperimenti finivo con frittata al rhum e quindi meglio lasciar perdere). Tutto ciò per dire che avevo poca benzina. Di suo l’allenamento è andato bene, almeno fino al 12°, ho provato a tirare gomitate indietro, ho provato a respirare proprio come mi ha detto Julian. Il disorientamento è iniziato all’Idroscalo quando c’era così tanta gente (che adesso è sotto l’acqua) che ho dovuto correre nel percorso per mountain bike e poi farmi largo tra cocchi volanti e un milione di persone per poi fuoriuscire al Magnolia in direzione Parco Forlanini. Mentre correvo nell’area Magnolia (chilometro 14), ho visto il banchetto della Quilmes che per chi ma il genere (Asado e birra) non doveva essere male. C’erano dei pezzi di carne gigantesca. A me non fa nessun effetto, ma più tardi l’ho associato a una nutria riversa e squartata (certo che le cornacchie un fondo Azteco ce l’hanno, con gli organi lasciati di fianco al cadavere… ma leggete pure Jennings sull’argomento). uscendo c’è proprio scritto state uscendo dall’area del Magnolia, Beware of the city. E in quell’ora (l’una) anche il traffico era impazzito. Tutti in coda. Via da lì subito, ma tra il 15K e il 17K avvisaglie di qualcosa che non andava c’erano, ma non me ne sono accorto, pensavo a dei momenti di recupero come me ne capitano.

In fondo a Rimembranze, a Linate, dopo aver camminato sotto gli alberi, ho riscoperto l’umanità negli occhi del barista che mi ha dato un bicchiere d’acqua. Glielo chiesta con un filo di voce e deve aver pensato meglio un bicchiere d’acqua che un morto nel bar. Ma è stato molto umano. Tanto che ho subito pensato: vado a casa, mi lavo, mangio e poi vado a farmi un paio di birre (non gratis, che lo so che state pensando così!!!)

Ringalluzzito dall’acqua bevuta ho provato a correre di nuovo. Dopo non so quanto (poco) ho dovuto tornare a camminare. La suggestione di qualcosa nel corpo che spinge alla corsa, avvalora la tesi del “No fuel left for the pigrim”. Peccato che era… acqua fresca ed è durata poco. Penso che l’apporto calorico sia pari a zero. Quindi gli ultimi tre chilometri ho camminato di nuovo. Doveva essere la mitica impresa di 23 chilometri e passa ed è stata una lunga carrellata di morte o quasi-morte, premonizione. In realtà la testa ci è andata a nozze con tutte queste variazioni. [Mentre scrivevo intanto ho preparato la pappa e ho anche mangiato: 250 grammi di spaghetti n°5 con pummarola in coppa. Volevo mangiarne 200 ma ero talmente fuso che versando ne sono caduti dalla scatola (e versati per terra) 250. Precisi, eh? L’ho preso per un segno.]

Alla fine sento di dichiarare 17K di corsa e 6K e rotti di camminata, a volte strisciando. Ed una lunga carrellata di pensieri, parole, opere e omissioni che ora vado a confessarmi in cabina elettorale per il ballottaggio. Uno dei due che si sfidano ha uno slogan per il ballottaggio molto accattivante: Diamo colore a Peschiera. E cosa ho fatto, in questo weekend, se non quello?

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10 thoughts on “Le intermittenze della dieta

  1. ti leggo sempre volentieri, e quando scrivi così ancora di più! Grazie barista! Come dici tu: meglio un bicchier d’acqua che un barista morto 😄 E comunque capita, sarai stato preso dai pensieri di casa e non hai pensato al cibo. A me a volte capitava di correre senza prima bere, che per me è pura blasfemia.

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  2. Ah io corro quasi sempre di mattina, digiuna fino a 20-25 km, o in pausa pranzo, con spuntino alle 10, se vado in altri orari faccio sempre un casino assurdo con quello che mangio e corro regolarmente col mal di stomaco!

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