14K. Pozzanghere e ammonimenti.

La scimmia della corsa spingeva da qualche giorno. Mi ha praticamente costretto a uscire nonostante piovesse. Fortuna vuole che ho beccato solo 3K di pioggia leggera e i restanti 11K li ho fatti in un’atmosfera tutto sommato piacevole.
Visti i runner fradici di sabato (domenica mattina invece ero in Modalità Geppetto e tappato nella rimessa) non posso proprio lamentarmi. Praticamente ho preso le uniche due ore senza pioggia del weekend. Questa è una benedizione, ma è anche un ammonimento a non buttare le occasioni che la vita offre.

L’andamento dell’allenamento è stato pressapoco questo: i primi 9 chilometri bene, buoni ritmo e sensazioni. Poi, dopo essere stato fermato da un tizio che cercava i suoi due cani che gli erano sfuggiti, ho faticato a riprendere una cadenza stabile (Dovrò controllare se me la sta segnando correttamente la cadenza visto che è ancora 156 come nell’ultimo allenamento).

Comunque, era tanto tempo che non mi capitava qualcuno che cercasse i cani scappati. Sono cose che di solito succedono in campagna. Tutto sommato potrei dire di abitare in campagna, nonostante la vicinanza con la città. Abito in una cittadina formata da molte frazioni e unite da un cuore di campagna. Dal punto di vista della corsa è molto bello. Puoi andare avanti chilometri e l’unica cosa che devi fare è stare attento a non schiacciare le cacche di mucca ed evitare le pozzanghere. Mauritius Cornelius Escher – il genio che era! – disegnava strade sterrate con pozzanghere, nelle quali si rifletteva la natura immersa nella luce lunare. Anche senza luna, ieri l’effetto era lo stesso: guardavo gli alberi neri e ancora spogli stagliarsi verso il basso. Attorno alla strada sterrata, campi e alberi, tutto virato in grigio e verde, gli uccelli neri contro il cielo. I fari gialli delle macchine davano il senso dell’umore della giornata e, a pensarci, io ero completamente controcorrente: è come se io vedessi il sole (e il cielo blu dietro le nuvole), sia mentre ero tappato in casa che mentre ero fuori esposto alle (temperate) intemperie.

escher pozzanghere

Questo è il potere di fare le cose con passione. Va da sè per la corsa, ma ieri ero appassionato mentre facevo i lavori di manutenzione in casa!

L’ammonimento di questa corsa, visto il decadimento delle mie gambe soprattutto negli ultimi 3K, è questo: Diversificare. Non posso continuare a correre nel mito della ripresa dopo lungo stop. Poi mi sento al limite: 14K in 1h12’38”. Non posso fare di più se non inizio a diversificare. Qualcuno mi ha chiesto ieri su Twitter che corsa stavo preparando. E io, dopo averci riflettuto, ho capito che non sto preparando altro il fatto di andare più in là possibile con il chilometraggio. Magari, abbattere il muro dei 23,7 chilometri fatti in un allenamento chiamato “Due ore di corsa”. Arrivare a 25? Per farlo, devo diversificare, devo introdurre il corto veloce.

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7 thoughts on “14K. Pozzanghere e ammonimenti.

    • Credo di voler raggiungere le due ore di corsa, cosa che potrebbe prendermi un po’ di tempo. Diciamo che l’obiettivo si sta formando in questi giorni. Non si tratta di maratona, che è la mia kryptonite, ma vorrei tendere ad allungare. Vedremo, vedremo…

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  1. Pingback: Molte frazioni unite da un cuore di campagna | Franz is running

  2. Il corto veloce serve. Io ne ho fatti parecchi quando stavo preparando le mie mezze, e ti dirò che mi piacevano proprio…gran fatica a parte LOL Però quando vedi che le gambe girano bene, ti da una gran carica!

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