I wanna look good naked

Il giusto grado di intensità. Ecco cosa resta di questo allenamento. In un certo senso, sento che il mio corpo sta tornando. E, come al solito, nelle prime sedute di ripresa, lo fa abbattendo limiti “come se non ci fosse un domani“. E così, oggi posso dire di aver corso 12,77 km in 1 ora e 5. Una media di 5 e 06. Non male, per un cadavere.

Aldilà dell’incipit  da thriller, dove l’ultima frase apre al mondo dell’ignoto che dovrà venire acclarato nel resto del romanzo (453 pagine etc etc) devo dire che stamattina ero uscito per correre intorno all’Idroscalo e tornarmene a casa. Un bel programma, no? Avendo una precedente esperienza sul percorso, avevo fatto i calcoli di correre a 5 e 20 a chilometro e portare la pellaccia a casa. Bene, qui si è innestato il discorso dell’abbattere limiti, del ricordo che il corpo ha delle proprie prestazioni passate e del pericolo insito in questo meccanismo, che poi alla fine non ci si trovi a 47 o 48 anni con uno infarto (qui toccar ferro è d’obbligo, ma d’altronde sono qui in veste di voce narrante e non di protagonista. Tiè!), perché sa, signora mia, io una volta avevo corso il Palio dell’Ortica a 4:30. Ah ah ah, che risate, ma mi rendo conto che si muore per molto meno.

In realtà la cosa che mi fa più pensare in questi giorni è che posso trovare una relazione ben precisa tra buone bevute alcoliche e ottime prestazioni (qui i salutisti e Albanesi.it insorgeranno ma tant’é). A partire dall’Amarone in casa Parisi la sera prima della Stramilano 2013, dove ho ottenuto il mio tempo migliore sulla distanza della Mezza. Fino ad arrivare a oggi, un allenamento corso bene a partire dalle 9 e 40, dopo che avevo toccato il letto alla 1 e 37, dopo le prove con i Grossomodo (una band attiva sulla scena milanese. A proposito, non è che avreste un cantante? Proviamo a Sesto Rondò.), prove in cui si è bevuta dell’ottima grappa Chardonnay e si è trovata una fluidità progressive da non credersi.

E sapete chi ci rimette di solito, nella fase di ripresa dell’attività sportiva? La testa. Poverina. Quella sì che fatica. Infatti quando ero allenato, la mia testa era abituato a farsi grandi voli di pensiero mentre io correvo i miei 15 o 20 chilometri. Notare cose, vedere gente, appuntarmi cose da scrivere qui. E invece oggi, è stato un turno duro in fabbrica. Già perché la testa non è riuscita a sbarazzarsi dell’infame compito di guardiano del corpo. Non ha “volato alto”, per dire. E allora si è sfogata pretendendo dal corpo una prestazione maiuscola, una Prestazione. Insomma, la testa si è accorta che l’organismo reagiva bene e i 5 minuti e 5 a chilometri iniziali, sono diventati la media finale. Io davvero ho avuto poco tempo per accorgermi delle cose che mi accadevano intorno, mentre ero all’Idroscalo. Solo questo: la velocità che aumenta dai ponti lato ovest del parco fino alle tribune; un sit-in di cani lato est (una ventina mentre passavo, per lo più golden retriever); gente che sbucava da altri percorsi in mezzo agli alberi. Intorno all’ottavo chilometri quindi la testa si è appuntata che dovrò recarmi in macchina all’Idroscalo per fare una sessione di 18-20 chilometri gironzolando per tutti i percorsi. La testa si lamentava dell’eccessiva monotonia del percorso… Come diceva David Foster Wallace, la testa è un cattivo padrone… (e dava anche un modo per sbarazzarsene).

Bene. Sbucato dall’Idroscalo sulla strada di ritorno verso casa, all’approssimarsi del 10° chilometro, la testa non ha fatto né da controllore, né da annotatore. Come una gigantesca ruota di roulette, la testa si è fermata su una casella. In questa casella c’era la scena di American Beauty che potete vedere sopra. Per il resto dell’allenamento non ho avuto altro in mente se non la frase “I wanna look good naked” (peraltro nemmeno lontanamente obiettivo del mio correre). Una frase capace di riportarmi a casa tenendo duro. Una frase che riempiva tutta la banda della mia testa e non le permetteva di abbattermi con considerazioni sul decadimento della prestazione che sentivo già  appollaiato come un avvoltoio volteggiante nell’alto dei cieli. Che dire? Dio salvi Lester Burnham (lui rivive sempre, ogni volta che rivedo il film).lester burnham getting high

Do you get high?

ps. ora la tagline di Albanesi recita “La voce degli italiani moderni” e fa molto Partito della Nazione. Una volta invece, recitava “il sito degli High People”… che sinceramente mi fa ancora ridere. Guardate un po qua. People High as F#ck”

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2 thoughts on “I wanna look good naked

    • E’ un post-allenamento. La testa ha preteso una rielaborazione di quanto successo, non avendo avuto il controllo per così tanti metri (ben 2500!). E poi mi serve per quell’altra attività che accarezzo, la scrittura. E poi, c’era anche un annuncio AAA Cercasi Cantante.
      DOVEVA essere un postone 😉

      ps. Tu canti? :)))

      Mi piace

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