Badedas

2246186-sam4Non fosse stato per Abramo Lincoln che puntava il dito contro di me, non mi sarei svegliato nemmeno domenica mattina per una corsa. Solo che al posto della faccia di Abramo, c’era quella di Casey che diceva “I feel great” con il pollice in su (vedere il video “Intensity” qui di fianco oppure tra i suoi video youtube), come in quei sogni in cui tutto si mischia per amplificare il messaggio della tua coscienza.

Ore 6:47, tre minuti all’appuntamento con il compagno di corsa, che è fissato proprio fuori di casa. Solo un muro a dividermi dall’appuntamento, il muro che c’è nella mia testa. Anche se c’era stanchezza – e domenica mattina c’era stanchezza, dopo la sera prima passata a gozzovigliare –  sapevo che l’allenamento mi avrebbe ritemprato. Aldilà di ogni più rosee a previsione. Un po’ di disciplina, per la miseria!

Sono tornato sul percorso mitico (Da A a B e ritorno) e l’ho fatto con convinzione, pagando lo scotto dello stesso percorso accorciato con tratti di cammino. Ma alla fine di queste elemosine, mi sono rimasti in tasca quasi 10 chilometri (9,75 per la precisione), alcuni dei quali ho corso stringendo i denti e altri ho corso a meno di 5′ a km (erano in discesa ma pur sempre avevo la consolazione di stare spingendo).

E il caldo! Was für eine Hitze! Non sono nuovo nel fare allenamenti al caldo torrido (mi ricordo un allenamento in agosto sui 15-20 chilometri con quasi collasso dopo la corsa). Beh, però quello che non mi aspettavo era che alle 7:15 ci fosse già tanto caldo. Soprattutto, che dalle 8 in poi il sole picchiasse così tanto. In realtà, non me lo ricordo mai. Quando il demone della corsa spinge, non posso resistere (anche se ultimamente ho resistito fin troppo bene). Di fianco alla fontanella di Godiasco, ero io quello che cacciava più acqua, alla fine della corsa.

Comunque, sono stato ripagato da una sensazione incredibile di benessere. Ho fatto proprio bene a correre, forse potrei continuare (ma solo quando arriva un bel temporale!).

A proposito di benessere, l’altro giorno sotto la doccia mi è venuta in mente una di quelle immagini molto anni ’80 della gente che praticamente correva sotto una cascata d’acqua e poi si ritrovava immersa in una schiuma che la abbracciava tutta. Ho googlato ‘Badedas’ in un impeto di nostalgia. Dopo una serie di flaconi mi trovo davanti  un crucco che mi fa il gesto dell’ombrello.

badedas

Mi sa che devo smetterla di mettermi la stola d’ermellino quando ci sono 38°C.  Dal dito di Abramo al braccio di Günter. Ma è così sano per la pelle…

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