La grande corsetta

Ciao ragazzi,

Poco tempo fa ho letto da qualche parte che non è più runner se uno scrive di corsa più di quanto corre. Almeno in questo, io sono coerente: dei timidi tentativi di riprendere a correre in questi mesi iniziali del 2014 non ho nemmeno fatto menzione (se non su twitter) e quindi sono in credito di un post almeno (questo?).

Settimana scorsa ho fatto 777 decametri senza mai fermarmi. Li ho fatti a poco più di 5’/km. Per uno fermo, è stata una bella soddisfazione. La bella stagione è ormai alle porte. La bella stagione (quella in cui si corre con un film sottilissimo di tuta aderente e non si sente freddo perché la gioia della corsa è immensa e immensa è anche la fatica) è ormai alle spalle.

Soffrirò il caldo, quest’anno. Ma tornerò a correre. Senza obiettivi, però. Mi basterà la sensazione di andare, andare, andare. Nella mia testa, immagino già di fare allenamenti lunghi, lungo la Martesana, intorno alle resistenti campagne tra Caru, Cernu, Bru e Cologno, sulle colline che hanno sepolto la gloria industriale di Sesto, lungo il Lambro. Corse periferiche, eppure centrali nella mia vita.

Immagino una corsa che sia, come sempre, liberatoria e preparatoria insieme. A che cosa, lo vedremo più avanti. Vorrei avere l’andamento rapsodico di Toni Servillo ne “La grande bellezza” (film che – detto per inciso – mi è piaciuto moltissimo) per poi raccontare tutto ciò che accade dentro.

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