Inserzione per un’auto che non voglio più guidare

“For to be free is not merely to cast off one’s chains, but to live in a way that respects and enhances the freedom of others” (Madiba)

In realtà la cara Ford Focus 1.8 Tdci azzurra del 2002 178mila km non è esattamente una macchina che non voglio più guidare. Il titolo, come spesso mi succede, l’ho rubato a un libro, cambiandola un po’ per adattarlo alla situazione. L’autore – Bohumil Hrabal – è morto a Praga cadendo da una finestra anni fa, ma io non c’entro nulla. I suoi titoli possedevano quella allure mitteleuropea del secolo scorso, con i suoi blocchi e i suoi credi in un futuro radioso, la sua Praga d’oro, il fatto di essere un tenero barbaro immerso nelle sue solitudini troppo rumorose in una terra dove i figli potevano chiamarsi Boiler, Ienissei, Libero – e succedeva anche in Italia – e in un paese (la Cecoslovacchia) in cui un operaio orgogliosamente colonna del sistema socialista – ma anche in fondo disilluso dalla cortina di nuvole grigio ferro che coprivano il sol dell’avvenire – cadeva innamorato del macchinario su cui lavorava come se fosse una persona, come un angelo meccanico.

Non è che non voglia più guidare la Nina. Se si guarda alla sua esistenza, Nina dal 2002 a oggi ci ha scarrozzato in giro per l’Europa senza problemi, ha portato le nostre figlie a scuola, alla materna, al nido. Ci ha portato in campagna mille volte, in Croazia, in Spagna, in Svizzera (bella forza, direte voi).  Ha resistito a quella botta nel portellone data da un camion di frutta (un T.I.R. in coda in zona Ortomercato) il cui pilota aveva rilasciato un po’ troppo la frizione, provocando il colpo di un ariete. Cioè, non è che il portellone non si sia distrutto, ma almeno il guscio ha protetto me!

Soprattutto ha sopportato anche i piccoli viaggi casa/lavoro. Per non parlare del primo pomeriggio di esattamente 11 anni fa (c’era quasi la neve, la sentivi nell’aria – ma quando non senti aria di neve a dicembre? Dev’essere che faceva freddo…) quando, uscita dal concessionario, ci ha portato in quel luogo magico che è Monaco di Baviera con i suoi mercatini di Natale e il glühwein di Münchener Freiheit.

Non è vero che non la voglio più guidare. Ma mi piacerebbe immaginarmela in giro da qualche parte a scarrozzar vita, come d’altronde è successo alla Dina che da un paio di anni sta in una calda località di villeggiatura, lontano dai freddi inverni milanesi, pronta all’uso in una riserva naturale (come mi ha detto il suo nuovo padrone). Ovvio, la Dina era macchina da città e ora la sua mansione da micro-viaggi in giro per le contrade le si addice molto. Nina è macchina da viaggio e penso che possa ancora dire la sua. La distribuzione l’abbiamo fatta rimettere in sesto a Maggio di quest’anno; il motore, un’occhiata anche a quello.

E’ aggressiva quel tanto, se vuole: il motore c’è. E’ affidabile anche di più. Se fosse un cane, sarebbe un pastore maremmano, solo pitturato di azzurro perché ai padroni piaceva così. Ha sempre difeso famiglia e territorio, come quella volta che mi sono addormentato in auto (al volante!) e lei ha fedelmente rimbalzato sul guard-rail di sinistra e tagliato l’autostrada senza incocciare le altre auto di ritorno dal weekend di mare. Angelo meccanico.

Ieri sera l’abbiamo portata a lavare, ed è ancora bella e scintillante nella sua chilometrica saggezza. Eravamo io e mia figlia grande, sotto il tunnel delle spazzole, la cosa ha avuto il sapore dell’ingresso in una fase nuova della nostra vita. Semplicemente, di là dal tunnel, la macchina brillava ancora. Ma non era una ripicca. Credo fosse riconoscenza, per averla lavata in occasione del suo compleanno.

angeloazzurro

L’ho munita di cartello Vendesi, e su Subito punto it le prime due richieste da Burkina Faso e Costa d’Avorio già si sono accodate (pare che usi così, adesso, richiedere una transazione piuttosto complicata che preveda un bonifico bancario da parte dell’acquirente). Sì, ma non intendo mica mandarla lontano (e soprattutto voglio vederci chiaro io). Mi piacerebbe averla a una distanza colmabile, perché rimarrà nel mio cuore per sempre, colmabile e incolmabile insieme: è vero che il mondo è parola, ma in questo caso è anche carrozzeria e motore. Un conto è dire Nina, un conto è guidarla.

Così, se mi chiedete perché non la vuoi più guidare, vi potrei rispondere: “In realtà la cara Ford Focus 1.8 Tdci azzurra anno 2002 178.000 km non è esattamente una macchina che non voglio più guidare…”.

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