Allenamento 6 Luglio. Stop.

«S’io fossi piccolo come il grande oceano, mi leverei sulla punta dei piedi delle onde con l’alta marea, accarezzando la luna»  (Vladimir Majakovskij)

Sabato, mattina presto. Mi ritrovo, come ai vecchi tempi, in strada per le 6 e un quarto, tempo che Carminio si allacci ai satelliti con il doppio nodo e si parte. Il tempo è clemente, c’è una vela di nuvole da cui il sole non traspare ancora. Dardeggerà poco più tardi mentre sfilo tra i campi sotto la cava Increa. Ma la temperatura non è un problema, certo è un po’ afoso tutto intorno ma la sensazione è buona.

In questo allenamento porto un carico di pensieri tristi: mi ritrovo a pensare alle persone che conosco e che sono state colpite e a quale dolore lascino intorno e quale tristezza. E chissà quanti altri ce ne sono, ma io non posso fare altro che vedere, supporre e ipotizzare (non azzeccare nemmeno lontanamente, però) che pozzo di dolore saranno le vite dei famigliari di queste persone che ho avuto modo di conoscere.

Sono lontano miglia dalla verità, naturalmente, e mi chiedo come si possa affrontare un dolore così grande. Ma basta solo l’idea abbozzata di un dolore così grande da turbarmi per parecchi giorni (da parecchi giorni in qua).

Corro a una velocità più tranquilla del solito, vorrei reificare il dolore facendo 15 chilometri. Inavvertitamente mi metto sul solito ottovolante in senso orario che mi porta al Gaggiolo, lungo il solito naviglio. Ormai il Gaggiolo è il mio personale triangolo delle Bermude,  dove le forze misteriosamente spariscono. Infatti, dopo 12 chilometri fatti in tranquillità – senza pena se non fosse per le scale di Villa Fiorita a CSN (su è giù per scavallare la stazione della metropolitana) – all’avvicinarsi del ponte di ferro pedonale all’altezza di Cascina Burrona sento il mio passo farsi pesante e il ritmo rallentare in maniera vistosa. 

majakoskogoDecido subito di fermarmi. Mi dico che basterà camminare un pochino e poi riprendere a correre. Invece, non ci riesco. Provo a correre per due chilometri ma stento a reggere i 5’30″/km. Non è questione di abbassare il ritmo, qui c’è qualcosa in più che non torna. E mi viene in mente lo scambio di commenti con Massimo sul ritmo cardiaco, misteriosamente alto anche in assenza di affaticamento. Penso alle sensazioni di mancanza di respiro avute un paio di volte durante quest’ultima settimana.

In breve, smetto di correre e torno a casa percorrendo un chilometro camminando mentre sento gambe deboli e uno strano ronzio in testa. Arrivo a casa e mi metto a sedere, mi sdraio letteralmente sulla sedia perché non sto più in piedi. Mi riprendo, bevendo il gatorade che mi hanno dato alla Stramilano comodamente seduto sul terrazzo con gli occhi strabuzzati.

Se c’è una cosa buona che faccio è che io smetto subito di correre se c’è un problema. Non corro sopra i dolori. Né lo farò stavolta, tanto più che “questo dolore” non è muscolare e non è ben localizzato (ma gira dentro al petto e questo basta e avanza per andare a DEFCON 2). Tanto per dirne una: ho già preso via telefono l’appuntamento con il medico, proprio io che ho un brutto rapporto con telefoni e medici.

E per ora STOP alle corse.

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5 thoughts on “Allenamento 6 Luglio. Stop.

    • 🙂
      Pensa, ieri sera sono andato dal medico. pressione 120 su 80 (mia solita), battito regolare, [anch’io mi sentivo meglio]. Poi… concertone di John Legend, che fino al pomeriggio non avevo idea di doverci andare. Gran personaggio, comunque! Animale da palco e gran voce.

      Ancora qualche giorno per capire se la sensazione di affaticamento passerà.

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  1. Pingback: Allenamento 28 Settembre. Afa – Franz is running

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