Fortemente Off Topic /10 Dinosauria

 

E’ il 1976 o il 1977. C’è un bambino che corre in questa città dove tutto sembra impazzito, dove si spara per strada e ad alzo zero. Nella corsa di quel bambino c’è tutta l’energia disperata di chi corre per salvarsi. C’è un bambino che non si ferma fino a che non mette tra sé e il pericolo un buon baluardo: la porta a vetri di un museo civico. Di là dal vetro ci stanno le stanze semibuie e polverose, di qua la luce, si può respirare, ci sono gli alberi di Corso Venezia. Poi arrivano la mamma e il papà che niente hanno potuto fare per fermare prima quel pesciolino guizzante che si sono visti correre incontro e attraverso. Lui si era portato avanti verso la sala successiva ed era tornato indietro in quel modo: correndo. Forse una premonizione, vai a sapere dove stanno i segni del destino o – come dice la protagonista di ‘The Brave’ – “il destino è dentro di noi”. Sempre.

Triceratops

Triceratops

Già. Perché quel bambino che correva per fuggire al Triceratopo di una sala del Museo Civico di Storia Naturale ero io. Caspita se era verosimile quel mucchio di cartapesta! E cosa capita? Che mia figlia impazzisce per i dinosauri, che il suo papà le stampa articoli tratti dal Corriere Scienze che lei usa per fare una ricerca per la scuola; che si esalta per il velociraptor (che sarebbe poi il dinosauro di riferimento per la categoria “runner”), che loda il T.Rex per le sue carattristiche; che si diverte a imparare che i brachiosauri mangiavano anche i sassi per digerire i 200 Kg quotidiani di erba, da mastodonti di decine di tonnellate quali erano; che vuole andare al Museo di Storia Naturale di Londra perché lì c’è uno scheletro completo di un dinosauro grosso grosso (tipo lungo 25 metri) e da quello che so è il primo posto dove voglia andare, non dico le feste o gli incontri con gli amici o le lezioni di ginnastica o la scuola che le piace, ma il primo posto vero e “altro” (estraneo dalla propria cerchia) dove ella voglia andare.

E mi piace alimentare il suo fuoco di sapere: penso che i dinosauri non facciano paura all’uomo perché non sono mai stati direttamente prede di essi (anche se sono prototipi di mostri e animali cattivi di ogni sorta). E mi piace il corto circuito in “Giurassic Park”. E mi piace pensare che ci siano 6 tipi di dinosauri e che le categorie umani non possano essere molte di più (J.K. Rowling ha creato 4 classi a Hogwarts, ad esempio). Chissà che cosa potremmo imparare, da grandi, dai dinosauri.

Mia figlia ride sempre quando le racconto della mia corsa disperata. Un giorno o l’altro andremo insieme a vedere il Triceratopo.

 

Il quasi-trail della Befana (sottotitolo: “va’ dove ti porta il Garmin”)

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