Allenamento 28 Ottobre. Les feuilles mortes.

Passare due ore ad aiutare la figlia a ideare un raccontino su una foglia che cade può essere più tosto di una mezza maratona.

Così, parto dal civico 0 con uno scatto pieno di scorie mentali. Non solo per il racconto, ma anche per aver pensato – quando durante il giorno pioveva un mondo freddo- di poter anche non correre. I quit, I give up. Invece poi trovo uno slot di tempo asciutto e vado. Very Franz. Dopo poco, mentre faccio il primo tratto, penso testualmente “Forse è meglio che mi fermo e torno a casa”. A quel punto, sarebbe stato un allenamento di 700 metri.

Poi mi calmo, cerco di trovare un ritmo facile. Lo trovo e decido che farò un giro nel Parco Increa e tornerò indietro. Totale poco più di 7 km. Poi, mentre sono dentro il parco, c’è troppo buio: un giro va bene, ma non mi va di stare la buio, cambio percorso e torno verso l’uscita. Da lì mi metto a vagare, quasi disperso, nel paese di Brugherio. 

Ad un certo punto – per 500 metri – ho seguito un paio di runners che però hanno deviato verso nord, verso la piscina. Non volevo essere troppo invadente, li avevo già seguiti per troppo tempo. Mi avvio verso il parco e da lì aggancio il solito percorso, da cui devierò di nuovo perchè ieri vagavo senza metà, con centro di gravità permanente la mia casa, la mia famiglia. E il racconto, che una volta tornato a casa troverò già scritto in bella copia sul quaderno. Good job! Il raccontino non era male, peraltro.

Insomma ieri sera percorso esplorativo molto valido e conclusione con un rush finale – nemmeno troppo forzato – per poi estrarre il cell dalla tasca e vedere che ho corso per 52 minuti. Questo è l’unico dato certo. Nel log degli allenamenti segnerò 10K, ma ora è più importante le sensazione benefiche che mi ha lasciato la corsa.
La foglia è caduta , una bimba l’ha presa e ne ha fatto dono alla maestra, che la conserverà nel quaderno. Avete presente che belle foglie gialle con venature rosse si trovano di questi tempi per strada?

Neve in Sihltal

Ma i miei amici della corsa? Ieri Bobo ha affrontato freddo, pioggia e vento, chiudendo la mezza ligure in 1h53′. Il fatto è che dice di aver sbagliato strategia, correndo i primi 6K troppo veloci. Questa è onestà: avrebbe potuto dire che era stato bloccato dalle intemperie. Invece. Chapeau! Ora abbiamo un obiettivo comune ora: fare una mezza maratona a 1h40′ in primavera.

Includeremo anche Tocrito che mi ha mandato una cartolina dal suo percorso di allenamento, che allego qui.  Pensate che post potrei fare, con un percorso sulla neve! A Febbraio scorso avevo corso facendo croccare la neve al Parco Increa. Mi ricordo ancora che belle sensazioni.

Dati tecnici dell’allenamento del 28 Ottobre
Chilometri: 10 chilometri circa
Tempo:  52’00”
Media al km: 5’ più o meno
Ora di partenza: 17.45
Temperatura: fredda 
Umidità: media

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One thought on “Allenamento 28 Ottobre. Les feuilles mortes.

  1. Mannaggia, altro che onestà, diciamo che se le varie parti del mio corpo avessero comunicato tra loro forse il risultato finale sarebbe stato diverso! Partendo con un freddo invernale, alla partenza non più di 8° con vento e pioggia, le gambe hanno iniziato girando veloci per convincere il resto del corpo intirizzito che quello era un buon modo per scaldarsi. Peccato che il cervello è rimasto completamente scollegato, per cui nessuno ha fatto presente alle gambe che se i primi 6 km si corrono al ritmo di 4’40” / km quando l’allenamento attuale non permetteva di scendere oltre i 5′ /km di media sulla distanza della mezza, difficilmente si sarebbe arrivati tutti assieme e integri alla fine dei 21,097 km. E così è stato. Quando verso il settimo km tra uno scroscio di pioggia ed uno di grandine il cervello ha dato il primo input di rallentare, era ormai troppo tardi. A quel punto gambe, corpo e cervello hanno ricominciato a funzionare in maniera sincrona, ma verso il km 16, con un minimo di salita ed un secondo scroscio di grandine, c’è stato l’inevitabile: ribellione totale del corpo che si chiedeva cosa stessimo facendo lì, gambe indurite, e cervello che iniziava a pensare a cosa raccontare agli amici per spiegare la debacle di quel giorno. Fortunatamente dopo la salita è iniziata una minima discesa, e la sincronia di gambe, corpo e cervello ha permesso di arrivare faticosamente al traguardo… con promessa, però, di non ripetere l’errore la prossima volta!

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