Allenamento 25 Ottobre. Schmerzen.

Mentale. Molto mentale.

Questo è stato un allenamento urlato. Il titolo tedesco recita “Dolori”, che sono i dolori che la vita ogni tanto ti fa sentire e per i quali capisci che non si è mai abbastanza tonici, o pronti. Nemmeno dopo mesi di allenamento, dove ti illudi di tenere sotto controllo la mente, ma poi bastano un jab sinistro e un uppercut per stenderti per un bel po’.

Bene, ieri prima che mentale l’allenamento è stato urlato contro questa situazione che mi stava disturbando. E così, mi sono trovato alla tacca del chilometro 7 sul Naviglio (partendo da CSN), praticamente dopo la chiesa di Gorgonzola, dove c’è il ponte vicino all’ospedale, prima del rettilineo che porta poi all’incrocio con la Padana. E’ la prima volta che congiungo casa mia a Gorgonzola a piedi. Sono uscito per buttare la spazzatura che ingolfava la mia mente. i primi 13 chilometri li ho fatti a una media perfetta dei 5’/km, tutti nella nebbia, per poi trovare il sole proprio dove mi sono fermato e effettuare un ritorno appena più riscaldato.

L’immagine del giorno è la fila di ragnatele bagnate che impreziosivano il parapetto sul naviglio, all’altezza del 4° km, all’altezza di Bussero. Erano l’unica cosa che risaltava in un paesaggio bianco latte, di quella bella stagione lombarda che una volta era la regina: quella della nebbia.

Al ritorno, ho cominciato a sentire sia la stanchezza dei pensieri che mi avevano spinto così in là che un certo fastidio ai piedi. Mi sa che le mie fide scarpe si stanno proprio lasciando andare. Tant’è che a casa ho provato a inserire le suole IronMan al posto delle solette standard Mizuno. Proverò con quelle, ma le precedenti avevano fatto solo un mese in quel modo.

 

Al chilometro 19 mi sono fermato per vedere il ritmo, ed ero a 1h37′, ma più che altro non avevo più la spinta rabbiosa dei primi 15 km. Mi sono trovato con le gambe piene di acido lattico, spinto fuori dalla zona di comfort. Così mi sono trascinato fino al km 21,5 dove ho chiuso in 1 ora e 50 minuti. Mi sono trovato “fuori controllo”, che deve essere il “fuori zona comfort extended”. Da lì è iniziato l’allenamento mentale: percorrere 5K camminando, senza fermarmi, perchè chi si ferma è perduto. Insomma, io ho anche provato a correre ma le gambe erano gonfie e dopo 100 metri mi mollavano. Dovevo essere uno spettacolo, con la tuta antifreddo, ormai in pieno sole, camminando (anche male). Non c’era più traccia del runner super-incazzato nella nebbia, che faceva molto figo e aveva molto un suo perchè.

Tutto sommato, posso dire che la 3° legge della fisica (a una azione corrisponde una reazione) funziona. La vita mi tocca duro e io rispondo. La prossima volta però dovrò applicare il coefficiente di attutimento: a fronte dei 26K che volevo fare per gridare la mia rabbia, ne ho fatti 21,5 (pensare che quando ho iniziato a correre ho pensato di farne 22, ma poi la rabbia ha preso il sopravvento). Il mio coefficiente è quindi 0,83. Peccato che per calcolarlo io abbia dovuto correre, ma mi sa che funziona così.

Rimangono i dolori della vita, ma le gambe stanno bene. Sono state bene sin da subito dopo la doccia, con un lieve affaticamento. Questo è veramente un risultato molto positivo.

Dati tecnici dell’allenamento del 25 Ottobre
Chilometri: 21,5 chilometri
Tempo: 1h50’00”
Media al km: 5’07”
Ora di partenza: 9.45
Temperatura: fredda percepita fino alle 11, media poi (con nebbia che penetra nelle ossa)
Umidità: medio-alta (per via della nebbia)

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