Fortemente Off Topic /3

The Undead

 Due lunghi tuuuu e poi rumore elettrostatico, la linea che prende malissimo. Risponde. Sa che è lui e appena quello finisce di parlare, comincia senza convenevoli.
– Non posso venire stasera.
– Ma.. cosa stai dicendo?!?
– Non posso proprio, scusa.
– Ma come, proprio tu che ci tenevi tanto… Una volta tanto che ci si vede…
– Sì, ma non è come pensi tu.
– Non mi dire che ti ha ancora fatto delle storie, Giulia.

Una pausa. Dopo un’altra scarica la linea resta pulita, finalmente.
– No, no, no, te lo assicuro. E’ che…
– E’ che cosa? Non mi hai risposto abbastanza in fretta. E’ così, quindi. Giulia non ti lascia venire. Quella ti sta…
– Ho cambiato idea.

La frase buttata lì ha l’effetto di spiazzarlo. Non sembra una bugia per troncare il discorso. Questa volta la pausa è a senso inverso. Lunga. Dall’altra parte non sa più cosa rispondere. Poi riprende a parlare.

– Ma come? … Ma dai… Cosa significa… Stasera c’è anche la tipa a cui stavi dietro da un po’. Dai, non mi dire che non ci pensi.
– Sì, capisco quello che vuoi dire ma… beh, ora non ci penso più
– Cosa dici? Ma se ne sei perso! Fatti ‘sto favore… una volta che ti diverti… Ma come mai hai cambiato idea? Su che cosa hai cambiato idea, esattamente?
– Beh, è difficile da spiegare, così su due piedi, per telefono.
– Se vuoi ci vediamo. Dimmi dove sei e ti raggiungo. Mollo tutto, ‘fanculo il lavoro.
– Sono un po’ lontano.
– Sei fuori città? Per questo non vieni? Ma che ci fai fuori città proprio oggi?
– No, guarda, non so come spiegartelo
– Va che sei strano, eh?! Dai… cosa penserà adesso, se non ti vede arrivare. Te l’ho già detto che ormai lei è pronta per l’assalto finale. Stasera si metterà in ghingheri, qualche cocktail, un po’ di musica. E’ da un mese che vi filate. Sai come vanno ‘ste cose…
– Non lo so più.
– Ma… hai bevuto? Sicuro di stare bene?
– Sì, sì, considerate le circostanze…
– A me non sembra . Cazzo, Franz adesso basta con i giochini. Dove minchia sei?
– Non sono sicuro di volertelo dire, non stasera. Sono lontano, sappi questo.
– C’è qualcun’altra?
– Ce ne sono a milioni, qui, di altre. Cosa vuol dire? Che cosa vuoi fare? Possibile che la risolvi tutto su quel piano lì, te?
– Cioè… mi pare assurdo… fai il misterioso con me, cazzo… ci si dice tutto di solito, no?
– Di solito.

Distante e freddo, Franz, con un sottofondo musicale indefinibile, qualche arco e qualche strepito di timpani. Non fosse assurdo, sembrerebbe la colonna sonora di 2046.

Rostropovich di S.Dalì

– Ti sei perso? Aaah… cazzo non dirmi che l’uomo-navigatore s’è perso! Cazzo che notizia! Aspetta che adesso lo twitto subito… ti sputtano in un secondo
– Questo è poco ma sicuro: mi sono perso.
– Sìììì, ma che bisogno c’era di fare il misterioso?!? Ma possibile? Sei davvero così lontano? Manco fossi in una foresta incantata… Possibile che non ti bastino 3 ore per tornare?
– No, mi sono proprio perso io.
– Senti, adesso mi fai perdere la pazienza… Mi chiami in mezzo al pomeriggio, io sono in pieno comitato di redazione e ho risposto solo perché eri tu, perché mi tiri sempre su, cazzo. Ma poi tu te ne vieni fuori con tutto ‘sto mistero. ‘Non vengo più’, ‘ho cambiato idea’… Davvero non so se ho voglia di starti ad ascoltare. Ci ho abbastanza cazzi per conto mio!
– Non ti arrabbiare per nulla.
– Ma come! Come pretendi che io non mio arrabbi, porca puttana! Mi stai facendo seriamente preoccupare… non ti sento così strano dalla festa di Natale di 3 anni fa ma almeno lì ti eri calato svariati drink… Qua non ho il controllo.. non ho il controllo, e non mi piace per niente…
– Senti… sei seduto?
– Ma cosa te ne fotte come sto messo io?!?!? Mi sembra che sia tu ad avere problemi.
– Ascolta, fai una bella cosa. Se non lo sei ancora, siediti adesso. Potrebbe servirti.
– …
– Ora stammi a sentire

Respiri pesanti, dall’altra parte. Ha capito forse che Franz non scherza. Piano piano il suo affanno passa.
– Sì, ti ascolto.
– Bene. Stasera non posso venire…perché….sono morto.
– ?!? ….
– Hai capito, Ciccio?
– … co…. Morto?…. cosa minchia stai dicendo?
– Non so perché sono riuscito a telefonarti. Ma è così.
– Dai, basta, che scherzo del cazzo! Basta… pensi di essere divertente, mi chiami per dirmi che sei morto. Ma che cazzate!
– No, ti assicuro, non è uno scherzo
– …
– Stavo facendo una curva, poi ho visto il guard-rail avvicinarsi, … poi più nulla. Non mi ricordo più nulla, solo metallo illuminato dai fari. L’ultima immagine.
– Cristosanto, Franz. Ma COSA mi stai dicendo?!?!? Cristosantissimo.
– Non so, non so se qualcuno o qualcosa mi ha permesso di chiamarti per lasciarti un messaggio finale… Dopo quell’immagine del guard-rail illuminato… quelle stronzate buone per i film, ti ricordi che lo dicevamo sempre: fottute stronzate buone solo per i film***.

Ripetilo con me, dai:   – … Fottute stronzate buone solo per i film
– Solo che ti sto chiamando mentre la mia vita continua a scorrermi davanti. Non sono stronzate. Continua a ripetersi senza sosta: l’infanzia, il liceo, le cazzate al mare, le ragazze… poi Giulia, le bimbe, il lavoro alla radio, gli amici, voi, cazzo, le fotografie che guardavamo insieme, gli sguardi delle bimbe afghane che ti trapassano…
– …
– Poi ancora voi, poi… non ti immagini nemmeno: è come un oceano di tempo in cui tutto si ripete senza sosta. Non riesco nemmeno a sentirmi in angoscia per loro, le ho lasciate sole ora, ma sento solo un grande amore che pulsa. E’ come se mi avessero tagliato tutti i tendini, mi sento fluttuare come un sacchetto nel vento.
– Non so cosa dire, Franz, mi sembra assurdo ma la tua voce…
– Cos’ha la mia voce?
– Non c’è più tensione nella tua voce. Sembravi sempre in ritardo, incazzato, in affanno e la tua voce ne risentiva sempre. Anche questa è la tua voce senza dubbio. Ma gli mancano … come… le cime che la tenevano legata al porto.
– Già, me ne sto andando alla deriva, ora. Ma non immagini nemmeno come sia bello.
– … già, un giorno però lo saprò, vero?
– Esatto… Ti voglio bene
– Anch’io. Tanto.

Poi la linea cade. Come sempre, dopo averci tenuti in sospeso per tutta la vita.


_______________________________
*** da qui parte un tributo ad “American Beauty”, uno dei miei film preferiti

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