Allenamento 27 settembre. Tutta mia è la città.

Corsa facile stamattina. La tabella dice 60’-70’ e Franz esegue 50’. D’altronde, non è colpa mia se una certa urgenza mi ha preso mentre stavo per girare per Ugo Foscolo e allungare fino a toccare i 60’.

Quando ho iniziato a correre stamattina, c’era ancora Orione appeso in cielo, nella stessa posizione del 14 settembre. Ero io in ritardo. D’altronde c’era scritto “easy running” e col cavolo che esco alle 5.30! Però alle 6.00 ero “in pista”. L’ora è segno del tempo che passa. Chissà a che ora andrò a correre quando avrò 60 anni.

La corsa di stamattina è stato una visita alla mia città. Un grande cerchio nella parte est, partendo da nord a sud per poi prendere l’asse centrale Milano-Roma-Imbersago. Era da un sacco che non facevo un giro in città così, da quando portavo in giro mia figlia sul passeggino per farla addormentare e mi cammellavo 12 o 14 km di camminata. Tipico mio.

Il percorso ha previsto la via Guzzina (solito punto di partenza), il viale verso Cologno Nord, superare il piazzalone con parcheggio (lato Da Vinci) per poi imboccare Filippo Corridoni e sgusciare in via Longarone. Da qui si prende una via ciclopedonale che porta verso Cernusco e devo dire che è quasi fastidioso quanta luce c’è. Almeno una trentina di pali con luce bianca, forte. Un po’ ennuyant. Non avrà pensato così la runner che ho incrociato, credo che sia una cosa buona per la sicurezza. Aldilà del fatto che non c’è nessuno a soccorrerti, oltre ai pali.

Sono arrivato ai Quattro Mori, fin dove la pista arriva e sono tornato in dietro da via Carducci proseguendo per Volta e Val di Stava. Là dove c’era …l’erba… no, dove c’erano le Produzioni Accentrate Unicredit (nome molto sovietico) ho avuto un incontro del terzo tipo: a cento metri di distanza, vedo nel piazzalino antistante la guardiola, una testa di cane – credo di golden retriever – con un corpo piccolo piccolo. Praticamente una testa di cane vigile e accucciata che mi osserva. Sono un po’ preocupato. Va bene un cane intero che mi salta addosso, ma come approcciare una testa di cane. Poi arrivo vicino al “coso” ed effettivamente vedo un gatto rossiccio e bianco che mi guarda. La testa di cane è sparita, il gatto è vigile ed è più normale.

Da lì, è tutto in discesa (la mia città è piatta). Ho incrociato altri due runner, un maschio e una femmina, in due punti differenti di via Milano. E, come al solito a quell’ora in città, ho incrociato un sacco di netturbini con i loro camioncini lampeggianti. Nessuna emozione, tranne l’ultimo sussulto peristaltico che mi costringe a chiudere l’easy running a 50 minuti e ipotetici 9 chilometri che segnerò come fatti in tabella.

La prossima tappa sono 4 ripetute da 2 chilometri ciascuna, a 4’35’’/km. I due mesi per velocizzare i 10K sono iniziati.

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