No al doping

Ribadiamolo: No al doping!

Aldilà di quelle che sono responsabilità personali o collettive, si deve ribadire un secco no al doping. La vicenda Schwazer è lungi dall’essere acclarata. Per ora, abbiamo accolto la confessione dell’uomo che ha sbagliato che come tale viene stigmatizzato e poi usato per cercare di mettere acqua sul fuoco.

foto LaPresse

La vicenda di doping del marciatore azzurro si affianca con altre vicende, quelle del doping genetico, che pongono un ben più grave problema: quello della “industrializzazione” del mondo sportivo, di atleti come macchine, presi da piccoli (sequestrati alle loro famiglie) e alienati per renderli perfetti. Usati per vincere una gara poco olimpica, roba che il confronto USA-URSS scolora. Tutto ciò prepara un’invasione di doping in ogni forma che apre un dibattito etico-filosofico non di poco conto.

Comunque, per quanto questo possa risultare fuori tempo e/o ingenuo, ciò che importa è ribadire forte e chiaro il NO AL DOPING. Altrimenti siamo a terra, molto più di Alex.

 

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