Quando non corro

Sono davanti a un fine settimana in cui non correrò. Questa pausa mi sta pesando.

Quando non corro per un po’, aumenta l’insoddisfazione. L’organismo reclama la sua adrenalina e non sente ragioni. Ma devo salvaguardare il mio organismo da se stesso.

Devo essere responsabile. Altrimenti rischio di allungare lo stop con le mie stesse mani. Devo concentrarmi sul fatto che a volte meglio aspettare, anche se sono uno impaziente e vorrei buttarmi subito nella mischia.

Intanto rifletto su quanto dice Annalisa a proposito del rendimento di un allenamento. Se io corro con più pensieri, significa che riuscirò a buttar via più pensieri, più spazzatura. Mentalmente, l’allenamento sarà servito di più perchè mi sentirò più liberato. E’ una sensazione magnifica, quella.

Fisicamente, i miei allenamenti allenano davvero quando arrivo in fondo e sento che non avrei potuto dare di più. Quando sento che ho bisogno subito di mangiare o bere qualcosa per riprendermi. Certo, bisogna stare attenti a non forzare – si rischia il collasso, soprattutto quando fa molto caldo! – però che soddisfazione che mi hanno dato alcuni 10K fatti tra giugno e luglio. E che intuizione ho avuto, decidendo di volerli migliorare.

Però ora sono fermo. Attendo, con pazienza. Ci riuscirò?

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