The coach

Riporto alcuni passi di uno scritto di Paola Fantini – dal suo blog Storie di Coaching – molto chiaro sul significato dell’avere un “allenatore“, una persona che ti aiuta sulla via dell’obiettivo che ti sei prefisso. Una persona che, dall’esterno, ti aiuta a scoprire che tutto ciò che ti serve è nella tua testa.

“Il coach…?”

Tutti abbiamo qualcosa che vorremmo fosse diverso.

Per qualcuno è un sogno nel cassetto da realizzare, per qualcun’altro una relazione da migliorare. Per altri ancora il superamento di difficoltà personali, un lavoro da trovare o cambiare, paure da eliminare, et coetera.

Il coach è un professionista che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo – in qualsiasi settore della vita – sostenendole durante il percorso, riducendo i tempi, eliminando gli approcci mentali che impediscono il cambiamento, stimolandole al miglioramento continuo.

Perchè dovrebbe servire un coach?

Come diceva Einstein, “non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato“.

Mi spiego meglio. Avere dei dubbi sulle proprie capacità, non piacersi, essere convinti di non potercela fare, vivere come un fallimento il proprio passato, sono tutti presupposti che possono rallentare il raggiungimento di un obiettivo o renderlo impossibile con l’effetto negativo di abbassare la propria autostima e/o aumentare le proprie frustrazioni, demotivazioni.

Come riesce un coach ad aiutare il coachee (“cliente”) a superare tutto questo?

[…] In pratica, è il coachee stesso, guidato dal coach, a trovare le risorse dentro di sè e non è qualcun’altro dall’esterno che cerca di convincerlo! Un percorso di coaching è un arricchimento che porta riflessi positivi in ogni ambito della vita, indipendentemente dal percorso specifico su cui si è lavorato con il coach.

So che è difficile superare anche le proprie resistenze rispetto al fatto di contattare un professionista per farsi aiutare. Qualcuno si vergogna di aver bisogno.  Altri si fanno fregare dall’orgoglio.  Altri ancora pensano che ci sia sempre tempo (come se la vita fosse infinita!).
Ecco. Questo è proprio il genere di pensieri che ostacola il miglioramento.

Le persone realizzate si confrontano continuamente, non stanno chiuse dentro di sè.  Hanno team che li sostengono, non pensano di poter fare da soli.  Sanno che confrontarsi con persone con competenze diverse è un arricchimento, non una dimostrazione di debolezza. E sanno che ogni istante della vita è unico e prezioso. Per questo, eliminano ciò che non gli piace e operano attivamente per realizzare i loro sogni.

Come diceva Amedeo Modigliani: “Il tuo unico dovere è salvare i tuoi sogni
Paola Fantini

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