Allenamento 26 Maggio. 20 Km e un grazie

 

Bene, sabato ho fatto 20 km. Strano, non pensavo di poterlo fare. Non ancora e non così facilmente. Il tempo si è fermato su una media di 5’06” al chilometro. Dovrò per forza far validare il percorso da un podista di gps munito. Magari tirerò dentro il Bobo in questa faccenda. Io, notoriamente, corro con un calzino che mi fascia la mano,. per tenere cellulare, fazzoletti e bustine dello zucchero. 

Veniamo alla corsa: Ho corso bene i primi 14 km, tornando sul ponte di via Assunta a Cernusco S/N con una freschezza di gambe e di testa incredibile. Sul Naviglio, sussistendo segnalazioni di chilometraggio, posso assicurare una media stabile e costante.

Stavo talmente bene che durante il tratto di ritorno sul Naviglio ho potuto notare la placidità del corso d’acqua e il cielo a occidente che si apriva in un azzurro spalancato, sempre più stempiato verso est, dopo le nubi che mi avevano protetto dal caldo (caldo? alle 6.30 di mattina?).

Poi ho svoltato per il centro di CSN. Lì sono iniziati “i dolori”. Nel senso che mi pareva di correre in salita. Magari poi il tratto da Naviglio a Parco Increa è effettivamente in salita, dovorò controllare anche questo. Risultato è che sono arrivato alla fontanella del ritorno, nel Parco, per farmi la consueta rinfrescata.

Mentre mi rinfrescavo ho visto passar via una runner e ho pensato: “posso farmi tirare per un po’ “. Bene, punto primo: la podista in questione andava forte (forte per me, soprattutto dopo circa 17 km di corsa, forse a meno di 5’/km o a 5’/km, non saprei) e punto secondo, quello che pensavo fosse un tratto breve (da lì fino all’uscita del parco) si è trasformato in 3 km circa di traino.

Immagine

Buono per la prestazione, che infatti recita 1 ora e 42 minuti. Buono per il morale. Le gambe non hanno ringraziato, ma oggi comunque stanno bene. Il fatto è che nel primo tratto (circa 700 metri) ho tirato per raggiungerla e mi sono posizionato avanti, pensando che lei avrebbe svoltato. Poi me la sono trovata dietro. Da lì al non reggere il ritmo è stato un passo. Però, appena mi ha superato mi sono accodato e ho stretto i denti. E ho chiuso in un buon tempo.

A tuttora non so chi sia la podista di nero vestita e con scarpe da runner color lavanda (o ero io che ormai ero cotto?). Comunque grazie di avermi trainato a casa.

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